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Stroncato traffico di stupefacenti tra Catania e il carcere di Augusta

Catania, 14 aprile 2021

Comando Provinciale Catania

Nell’ambito di articolate attività di indagine coordinate dalla Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Catania, con la collaborazione e il supporto del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia penitenziaria, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Catania nei confronti di 16 soggetti, sottoposti a indagine, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanza stupefacente nel carcere di Augusta - Brucoli, oltre che per associazione per delinquere finalizzata all’indebito procacciamento di apparati telefonici per i detenuti della stessa casa circondariale e, infine, per corruzione di pubblici ufficiali per atti contrari ai doveri di ufficio.

Nel dettaglio, l’attività d’indagine, svolta dai finanzieri del Nucleo PEF di Catania - Gruppo Tutela Economia, in stretto collegamento con il Comando della Polizia Penitenziaria in servizio presso lo stesso Istituto penitenziario di Augusta, ha consentito di fare luce su una ramificata organizzazione criminale attiva tra Catania e Augusta, finalizzata al reperimento e allo spaccio di sostanza stupefacente di varia tipologia (cocaina, marijuana, hashish e skunk) tra i detenuti del predetto istituto di pena, oltre all’illecita immissione e consegna, a favore degli stessi soggetti reclusi, di telefoni cellulari e apparecchi per la comunicazione.

In particolare, le investigazioni, iniziate a settembre del 2020, hanno permesso di:

  • appurare, in primo luogo, che l’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti è stata promossa da due soggetti detenuti nel carcere di Augusta, i quali, attraverso telefoni cellulari illegalmente introdotti nella casa circondariale, hanno diretto le attività dei sodali all’esterno, volte al reperimento, al deposito e al trasporto di diverse tipologie di sostanza stupefacente, oltre che provveduto a organizzare la materiale, illecita introduzione delle sostanze in carcere e a gestire la cassa comune dell’associazione criminale;
  • individuare, all’esterno della casa circondariale, gli altri partecipi dell’associazione, i quali hanno organizzato un articolato e ben definito sistema per acquistare, nascondere, confezionare, trasportare e infine introdurre in carcere lo stupefacente e gli apparati di comunicazione.

In particolare, uno dei sodali si è attivato per l’acquisto, presso alcuni fornitori, delle partite di stupefacente, che poi veniva custodito e confezionato in dosi, pronte per lo smercio.

Acquistato e ripartito lo stupefacente, un sovrintendente della Polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Augusta aveva il compito, dietro compenso, del trasporto e dell’introduzione della droga nella stessa casa circondariale mentre un ulteriore appartenente all’associazione criminale ha garantito, d’intesa con i predetti sodali, il costante approvvigionamento di telefoni cellulari e SIM card, oltre che i relativi accessori, per la successiva introduzione in carcere. A tale riguardo, poiché le indagini hanno evidenziato che l’appartenente alla Polizia penitenziaria, nell’esercizio della sua funzione di pubblico ufficiale, ha ricevuto somme di denaro per il trasporto e l’illecita introduzione della droga e degli apparecchi telefonici nel carcere di Augusta, a lui - e tutti i menzionati appartenenti all’associazione criminale quali corruttori - è stato contestato il reato di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio.

Una volta introdotti in carcere i diversi quantitativi di stupefacente - sono state acquisite evidenze di 5 consegne di droga – i due promotori dell’associazione criminale hanno provveduto a cederlo, dietro pagamento, ai reclusi nella casa circondariale, i quali, a loro volta, lo hanno rivenduto ad altri detenuti.

In esito alla complessa e articolata attività di indagine del Nucleo PEF della Guardia di finanza di Catania, il Giudice per le indagini preliminari presso il locale Tribunale, su proposta di questo Ufficio, ha pertanto emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 16 soggetti, sottoposti a indagine, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanza stupefacente nel carcere di Augusta e associazione per delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali e all’indebito procacciamento di apparati telefonici per i detenuti della stessa casa circondariale.

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