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Frode IVA nel settore calzaturiero - Sequestrati 11 immobili e disponibilità finanziarie

Padova, 3 novembre 2020

Comando Provinciale Padova

I finanzieri del Comando Provinciale di Padova, a conclusione di un un’indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Rovigo, scaturita da autonoma attività investigativa nel settore del contrasto all’evasione e alle frodi fiscali, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca anche per equivalente, del valore di un milione di euro, emesso nei confronti dell’amministratore unico di una società della bassa padovana operante nel settore della fabbricazione di forme per calzature.

Le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro 11 immobili e 13 conti correnti, tutti nella disponibilità del rappresentante legale della società, indagato per aver utilizzato fatture false che si era “autoprodotto” a discapito degli ignari fornitori.

Il sequestro rappresenta l’epilogo di approfondite indagini di polizia giudiziaria e della parallela attività di verifica fiscale svolte dalla Compagnia di Este, all’esito delle quali i militari hanno accertato che la società, a partire dall’anno 2014, aveva utilizzato, complessivamente, 620 fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, per un imponibile di 4,5 milioni di euro, “apparentemente” emesse da 50 calzaturifici dislocati sul territorio nazionale: invero, la maggior parte degli operatori economici ha riferito di non aver mai intrattenuto rapporti commerciali con la società padovana e alcuni hanno dichiarato di aver collaborato con l’azienda solo in passato, ma di non aver mai effettuato, nelle annualità oggetto di indagine, cessioni di beni, se non in rare occasioni e per quantitativi di merce irrisori.

È stato appurato, quindi, attraverso la disamina delle scritture contabili e dei conti correnti aziendali, come le fatture false fossero state prodotte “in casa” dallo stesso imprenditore, per poi confluire nei modelli dichiarativi della società al solo scopo di evadere l’imposta sul valore aggiunto.

L’attività di servizio in rassegna testimonia la costante azione della Guardia di Finanza nel contrasto all’evasione fiscale e, in particolare, alle frodi in materia di imposta sul valore aggiunto, così contribuendo a drenare risorse finanziarie sottratte al bilancio dello Stato e dell’Unione europea e a favorire le condizioni necessarie per tutelare la concorrenza e gli imprenditori rispettosi delle regole di mercato, danneggiati dalla maggiore competitività dei prodotti commercializzati dagli autori di condotte fraudolente, soprattutto in un periodo caratterizzato da non trascurabili ricadute economiche dovute all’attuale emergenza sanitaria.

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