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L’autocertificazione nelle dichiarazioni rese alla Guardia di Finanza

Aggiornato 1° ottobre 2020

Il D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 contiene tutte le disposizioni normative succedutesi nel tempo in materia di documentazione amministrativa, le quali hanno riformato la Pubblica Amministrazione rendendola più efficace e trasparente.

L’autocertificazione consiste nella facoltà riconosciuta ai cittadini di rappresentare alla Pubblica Amministrazione - in sostituzione di taluni certificati indicati tassativamente dalla legge (art. 46 D.P.R. n. 445/2000) - propri stati, fatti e qualità personali, mediante specifiche dichiarazioni sottoscritte (firmate) dall’interessato.

Lo stesso D.P.R. prevede, altresì, la possibilità di presentare dichiarazioni riportanti propri stati, fatti e qualità personali che non rientrano nei certificati indicati dall’art. 46, nei casi e con le modalità indicate dal successivo art. 47. Si tratta delle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà.

La firma non deve più essere autenticata.
(Allegare copia fotostatica di un documento d’identità in corso di validità del dichiarante)

L’autocertificazione sostituisce i certificati senza che vi sia necessità di presentare successivamente il certificato vero e proprio.

La Pubblica Amministrazione ha l’obbligo di accettare tali autocertificazioni e dichiarazioni ed effettuare un controllo successivo alla presentazione con modalità variabili (controlli a campione, controlli a tappeto e controlli straordinari), al fine di accertare la veridicità di quanto dichiarato.

Modulistica per le dichiarazioni rese alla Guardia di Finanza:

Non sono sostituibili con l’autocertificazione i sottoelencati documenti:

  • certificati medici, sanitari, veterinari;
  • certificati di origine e conformità alle norme comunitarie;
  • brevetti e marchi.