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Dal 1997, il villaggio di Ny-Ålesund nell'arcipelago delle Svalbard, conosciuto come la "porta di accesso al Polo Nord", ospita una stazione di ricerca multidisciplinare chiamata “Dirigibile Italia” che, gestita dall'Istituto di Scienze Polari (I.S.P.), fornisce supporto a numerosi progetti scientifici nazionali e internazionali.
La missione del Corpo in Artico, attiva dal 2023, si inquadra nell’ambito dei più ampi rapporti di collaborazione tra la Guardia di finanza e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.), proseguirà fino al mese di agosto e avrà il compito di garantire la sicurezza dei ricercatori durante le spedizioni in ambiente esterno nonché organizzare corsi di formazione in materia di movimentazione in aree impervie, assicurando agli scienziati e operatori lo sviluppo di specifiche capacità nella gestione dei pericoli oggettivi e soggettivi legati alle condizioni ambientali e meteorologiche ostili a cui sono esposti.
Si tratta, nel complesso, di attività tecniche che i militari del Soccorso Alpino della Guardia di finanza pongono in essere grazie all’addestramento erogato dalla Scuola Alpina di Predazzo, la più antica Scuola Militare di montagna del mondo.
Ogni specializzato, infatti, equipaggiato con dotazioni all’avanguardia ed estremamente performanti è in grado di intervenire ed operare anche nei contesti ambientali più impegnativi e insidiosi, durante missioni di pubblico soccorso, di protezione civile o come quelle in ambiente polare.
Nell’ambito della collaborazione con il C.N.R., nello scorso mese di marzo, la Scuola Alpina della Guardia di finanza ha accolto, alla sede di Passo Rolle, i ricercatori impegnati nella base artica italiana al fine di fornire agli stessi idonea formazione sulle tecniche di base per la movimentazione in sicurezza nel particolare e difficile ambiente artico.
Accolti all'inizio del mese di aprile dalla station leader della base “Dirigibile Italia”, Dottoressa Anna Baldo, il Ten. Col. Alessandro Alberioli e l'App. Andrea Farenzena, coordinati dalla Centrale Operativa del Comando Generale, si sono messi subito all’opera provvedendo a pianificare con i ricercatori della stazione ogni dettaglio delle missioni esterne, con particolare riguardo alla definizione di itinerari sicuri, alle tecniche di approccio per il compimento di lunghi trasferimenti sui ghiacciai, alle procedure di soccorso in caso di incidenti e al materiale tecnico-alpinistico da portare al seguito.
Tali missioni a supporto dei ricercatori italiani e stranieri (questi ultimi appartenenti all'Istituto Polare Norvegese e alla Stazione Artica franco-tedesca) per le attività scientifiche svolte nei ghiacciai presenti nell'area di Ny-Ålesund, hanno spesso comportato lunghi e considerevoli trasferimenti in motoslitta (sino a 200km al giorno) in zone di difficile accesso, caratterizzate dalla presenza di numerosi crepacci e con condizioni nivometeorologiche impegnative, aventi temperature percepite sino -30°C (con c.d. effetto “windchill”).
In particolare i ricercatori dell'Istituto di Scienze Polari, col fondamentale supporto dei militari S.A.G.F. per la sicurezza sul campo, hanno raccolto campioni di neve da cinque diversi ghiacciai nelle vicinanze di Ny-Ålesund, per studiare le proprietà fisiche, chimiche e microbiologiche del manto nevoso.
Tra i campionamenti effettuati, ve ne sono stati diversi legati allo studio di alcuni inquinanti organici come i benzotiazoli, associati all'usura degli pneumatici, e i PFAS, noti per la loro persistenza ambientale e tossicità. Analizzare questi composti in siti così remoti permette di approfondire le dinamiche di trasporto dagli ambienti a basse latitudini fino alle regioni artiche.
Da alcuni siti sono stati inoltre raccolti campioni per l'analisi della composizione microbiologica della neve, al fine di studiare le popolazioni batteriche presenti. Infine, come ulteriore attività, sono state estratte due carote di ghiaccio superficiali, ciascuna di circa cinque metri di lunghezza, dal ghiacciaio Holtedahlfonna per analizzarne la composizione isotopica.

