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Contrasto al finanziamento del terrorismo

Nel settore del contrasto al terrorismo internazionale, la Guardia di Finanza svolge la propria attività con specifico riguardo agli aspetti connessi con il finanziamento di tale fenomeno illecito, in ragione dei compiti di polizia economico - finanziaria sanciti dal decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68.

In particolare, il Corpo completa e rafforza l’apparato investigativo antiterrorismo, che gravita principalmente sulle due Forze di Polizia a competenza generale, affiancando all’azione repressiva tradizionale lo sviluppo di indagini preventive mirate sui flussi finanziari che alimentano gli investimenti a sostegno dei gruppi criminali nazionali ed internazionali.

Sul punto, il Ministro dell’Interno ha emanato, con decreto del 15 agosto 2017, la direttiva sui comparti di specialità delle Forze di polizia e sulla razionalizzazione dei presidi, con la quale sono state rimarcate le funzioni normativamente demandate alla Guardia di Finanza, per effetto del D.Lgs. n. 68/2001, nel contrasto al finanziamento del terrorismo, in coordinamento con le strutture centrali e periferiche dell’amministrazione della Pubblica Sicurezza.

Su questo versante, il Corpo assicura il proprio contributo mediante la partecipazione nel piano interforze al Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (C.A.S.A.), istituito dal Ministro dell’Interno, che svolge funzioni di supporto all’Unità di crisi, espletando compiti di analisi e valutazione delle notizie di particolare rilievo sul terrorismo interno ed internazionale pervenute al Dipartimento di Pubblica Sicurezza.

Ulteriore apporto viene fornito in seno al Comitato di Sicurezza Finanziaria (C.S.F.), Organismo di coordinamento interministeriale di cui si avvale il Ministro dell’Economia e delle Finanze nella definizione delle politiche di prevenzione in materia di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.

In tale ambito operativo, la Guardia di Finanza procede:

  • allo sviluppo delle segnalazioni di operazioni sospette inviate dai soggetti obbligati e connesse a presunti fatti di finanziamento del terrorismo;
  • all’esecuzione di ispezioni/controlli presso i destinatari della specifica normativa (intermediari finanziari, professionisti e altri operatori);
  • all’espletamento di controlli nei confronti dei “money transfer” situati sul territorio nazionale, volti ad evitare il possibile utilizzo di tali circuiti di pagamento, alternativi a quelli bancari, per operazioni di finanziamento di reti terroristiche;
  • allo svolgimento di indagini di polizia giudiziaria d’iniziativa e delegate dall’Autorità Giudiziaria;
  • all’effettuazione di controlli in materia di circolazione transfrontaliera di valuta, svolti sia in ambito doganale che attraverso servizi di vigilanza dinamica sul territorio, al fine di individuare il possesso di somme di denaro non dichiarate ai fini valutari ex art. 3 del decreto legislativo 19 novembre 2008, n. 195, riconducibili allo specifico fenomeno;
  • all’esecuzione di misure di congelamento ovvero al blocco automatico delle disponibilità finanziarie ed economiche di soggetti indiziati di appartenere ad organizzazioni terroristiche o di minacciare la pace e la sicurezza internazionale, i cui nominativi risultino inseriti nelle liste allegate ai regolamenti dell’Unione Europea, o ai decreti ministeriali di cui all’articolo 4 del Decreto Legislativo 22 giugno 2007, n. 109.

In ragione della particolare delicatezza dello scenario nazionale e internazionale, sono stati istituiti:

  • nell’ambito del Nucleo Speciale Polizia Valutaria, il Gruppo Investigativo Finanziamento Terrorismo (G.I.F.T.), con il compito, tra l’altro, di eseguire accertamenti su ogni input investigativo attinente al finanziamento del terrorismo, nonché di effettuare analisi di rischio mirate per contrastare la specifica minaccia;
  • presso i Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, Milano e Napoli, le Sezioni Investigative Finanziamento terrorismo (S.I.F.T.).