Stemma Guardia di Finanza

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L’attività della Guardia di Finanza diretta a prevenire e contrastare il riciclaggio e il reimpiego di denaro di origine illecita rappresenta una proiezione operativa della più ampia missione istituzionale di polizia economico-finanziaria sancita dal Decreto Legislativo n. 68 del 2001.

L’impegno del Corpo su questo fronte persegue lo scopo di intercettare, secondo il noto principio “follow the money”, i flussi finanziari generati da comportamenti illeciti suscettibili di inquinare il tessuto economico legale e di falsare le condizioni di libera concorrenza sul mercato.

Sotto questo profilo, gli interventi svolti dai Reparti del Corpo si sostanziano, sul piano repressivo, nello sviluppo di indagini di polizia giudiziaria, mentre, in un’ottica di prevenzione, fondamentale è l’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette inoltrate dagli intermediari finanziari, dai professionisti giuridico-contabili e da altri operatori (mediatori creditizi, concessionari di gioco, società trasporti valori ecc.) cui si aggiungono i controlli sulle movimentazioni transfrontaliere di valuta.

Molto importanti, poi, sono anche le attività ispettive eseguite nei confronti dell’ampia platea di soggetti destinatari della normativa antiriciclaggio, al fine di verificare il corretto adempimento dei relativi obblighi (adeguata verifica della clientela, conservazione dei dati e segnalazione delle operazioni sospette) e prevenire l’utilizzo del sistema finanziario per scopi illeciti.

L’obiettivo di fondo è seguire le tracce finanziarie dei reati che generano disponibilità economiche per poi promuovere le conseguenti iniziative volte al sequestro dei patrimoni accumulati illegalmente.

Il comparto operativo in esame, a seguito del recepimento nell’ordinamento interno della “V Direttiva antiriciclaggio”, avvenuto con il D.Lgs. n. 125/2019,è stato ulteriormente rinnovato rispetto alle importanti novità introdotte dalla “IV Direttiva”, riferite al settore dei “compro oro” e al ruolo della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (D.N.N.A.).

Il citato D.Lgs. n. 125/2019, nel confermare le peculiarità del sistema nazionale di prevenzione, collaudato e strutturato secondo un modello tripartito, nel quale all’Unità d’Informazione Finanziaria (U.I.F.) con funzioni esclusivamente di analisi finanziaria sono affiancati due organismi investigativi, il Nucleo Speciale Polizia Valutaria e la Direzione Investigativa Antimafia (D.I.A.) titolari già sul piano amministrativo di speciali potestà di approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette, ha:

  • ampliato i poteri della Guardia di Finanza, prevedendo, tra l’altro, la possibilità di acquisire direttamente, anche in assenza di una specifica segnalazione di operazione sospetta, dati e informazioni presso ogni soggetto obbligato;
  • esteso il novero dei soggetti, rientranti tra gli operatori non finanziari, tenuti all’osservanza degli adempimenti antiriciclaggio, includendo:
  1. le succursali in Italia di intermediari assicurativi, con sede legale e amministrazione centrale all’estero;
  2. i commercianti o intermediari di opere d’arte, gallerie e casa d’asta, qualora il valore dell’operazione, anche frazionata, sia pari o superiore a 10.000 euro;
  3. gli agenti in affari che svolgono attività in mediazione immobiliare per locazioni con canone mensile pari o superiore a 10.000 euro;
  4. i prestatori di servizi relativi all’utilizzo di monete virtuali (anche di cambio valute di monete virtuali con altre della specie) e i gestori di servizi di portafoglio digitale.

Altri aspetti di rilevanza connessi al recepimento della “V Direttiva antiriciclaggio” riguardano:

  • la creazione di una rete di cooperazione “rafforzata”, a livello nazionale, tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, le Autorità di Vigilanza di settore (Banca d’Italia, Consob e Ivas), l’U.I.F. e il Corpo, i quali possono scambiare informazioni anche in deroga al segreto d’ufficio;
  • sul versante della cooperazione internazionale, la possibilità per il Nucleo Speciale Polizia Valutaria e la D.I.A. di collaborare con l’U.I.F. e la D.N.N.A., scambiando informazioni che la medesima U.I.F. ottiene dalle Financial Intelligence Unit (FIU) degli altri Stati membri, nonché di scambiare direttamente, a condizione di reciprocità e in deroga al segreto d’ufficio, dati e informazioni di polizia con omologhi organismi esteri e internazionali.

Il panorama normativo si è arricchito con il recepimento, attraverso il D.Lgs. n. 186/2021, della Direttiva UE 2019/1153, con la quale sono stati disciplinati gli scambi informativi tra l’U.I.F., gli organi investigativi ed Europol, al fine di consentire l’uso più esteso possibile delle informazioni e delle analisi finanziarie a supporto delle indagini in materia di riciclaggio, reati presupposto associati e finanziamento del terrorismo.

Con tale provvedimento, in particolare, il Nucleo Speciale Polizia Valutaria riscontra le richieste motivate pervenute dalle Autorità competenti di un altro Stato membro, al fine di accertare i predetti reati, trasmettendo le informazioni e le analisi finanziarie precedentemente ottenute dall’U.I.F.. Secondo il principio di reciprocità, lo stesso Nucleo Speciale può, per le medesime finalità, anche su attivazione di altre Forze di Polizia, richiedere le stesse informazioni alle Autorità competenti di altri Stati membri.


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