La sempre più crescente mobilità dei capitali e l'estensione del raggio d'azione della finanza d'affari hanno reso più complesse le indagini a contrasto della criminalità economico - finanziaria che è, per propria natura intrinseca, un fenomeno transnazionale.

Le organizzazioni criminali, seguendo logiche prettamente imprenditoriali, sfruttano a loro vantaggio i limiti geografici di giurisdizione e la possibilità di avvalersi all'estero di realtà caratterizzate da opacità e scarsa permeabilità investigativa e, privilegiando l'utilizzo di strumenti giuridici e finanziari sempre più sofisticati, hanno nel tempo ampliato il proprio campo d'azione, dimostrando il possesso di risorse e capacità di veloce adattamento.

Cosciente delle implicazioni transnazionali del fenomeno, della sua continua evoluzione e trasversalità, fermamente convinta della necessità di un coordinamento integrato e multidisciplinare, la Guardia di Finanza, a seguito dell'emanazione del D. Lgs. 19 marzo 2001 n. 68, si è dotata di un dispositivo operante in sedi estere e di specifiche attribuzioni utili a perseguire, anche oltre confine, le frodi e gli illeciti lesivi dell'economia e della finanza nazionale ed europea.

La collaborazione internazionale della Guardia di Finanza - al di là degli strumenti di cooperazione previsti dal Diritto internazionale, comunitario e nazionale - si estrinseca, principalmente, attraverso i seguenti canali:


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