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Impegnativo soccorso ad un canoista per il S.A.G.F. di Domodossola

Re (VB), 19 aprile 2015 - Giovane turista tedesco disperso nel fiume recuperato dopo due gorni
Impegnativo soccorso ad un canoista per il S.A.G.F. di Domodossola

Una fase dei soccorsi

Il 18 aprile 2015 un turista tedesco di 19 anni, durante la discesa del fiume Melezzo a bordo della propria canoa, perdeva il controllo della stessa sparendo tra le acque turbolente del fiume. Due amici, anch’essi in canoa nello stesso tratto di fiume, assistevano impotenti all’incidente e davano immediatamente l’allarme.

I militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (S.A.G.F.) di Domodossola si recavano prontamente sul posto e, unitamente agli uomini dei Vigili del Fuoco ed i volontari del C.N.S.A.S. della Valle Vigezzo iniziavano le operazioni di soccorso. La canoa veniva individuata nel tratto di fiume che scorre sotto il ponte nella località di Isella, nel Comune di Re.

I soccorritori allestivano sul ponte un cavalletto cevedale e, con manovre alpinistiche, si calavano per 40 metri sul masso adiacente alla canoa che era quasi del tutto sommersa. Purtroppo la canoa era vuota e non vi era traccia del ragazzo, probabilmente trascinato sul fondo del fiume sotto il masso adiacente la canoa. A causa della notevole quantità d’acqua presente, veniva richiesto l’intervento del gruppo Forre del C.N.S.A.S. della X Delegazione Valdossola e del nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco.

A causa della forte corrente però l'intervento non riusciva ad essere portato a buon fine. Grazie all'impiego di una telecamera subacquea, calata con un palo nei pressi del masso, i soccorritori riuscivano ad individuare la muta del povero ragazzo. Col sopraggiungere dell’oscurità le operazioni di soccorso venivano sospese e rimandate al giorno dopo.

La mattina seguente i soccorritori provvedevano al recupero del corpo senza vita del canoista. Per effettuare l'intervento sono stati chiusi temporaneamente i rilasci d’acqua di tre centraline poste a monte del luogo dell’incidente.

Questo ha permesso l’abbassamento momentaneo del livello del fiume e quindi il recupero del corpo da sotto il masso. L’intervento s’è rivelato particolarmente difficile per il punto in cui il cadavere si trovava: era incastrato sotto il masso, nel mezzo di un sifone.

Con manovre alpinistiche, tramite il cavalletto cevedale montato sul ponte, i soccorritori recuperavano la barella con il corpo dello sfortunato ragazzo e successivamente gli altri soccorritori calati in precedenza.

La salma, messa subito a disposizioni dei famigliari da parte dell’A.G. competente, veniva quindi trasportata all’obitorio dell’ospedale di Domodossola. Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Locale e Protezione Civile si sono occupati della viabilità per garantire la sicurezza dei soccorritori che dovevano operare dal ponte.

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