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Scoperto furto di ghiaia dal torrente Maira e smaltimento illecito di rifiuti

Villafalletto (CN), 8/9 Gennaio 2013 - La normale attività addestrativa, a volte, può portare a scoprire diversi reati
Scoperto furto di ghiaia dal torrente Maira e smaltimento illecito di rifiuti

Un momento dell'intervento

I Finanzieri della Stazione S.A.G.F. (Soccorso Alpino Guardia di Finanza) congiuntamente ai colleghi della Compagnia di Cuneo, nelle campagne lungo il Maira, tra Villafalletto e Vottignasco, hanno riscontrato alcune rilevanti violazioni alla normativa ambientale e sventato un rilevante furto dall’alveo del torrente Maira, con modifica dell’ambiente naturale protetto.

L’operazione ha avuto inizio nelle prime ore del mattino, quando, durante una normale attività addestrativa, dedicata  alla ricerca, con unità cinofile, di dispersi in aree boschive, alcuni militari del S.A.G.F. di Cuneo hanno notato un imponente escavatore che stava prelevando materiale dall’alveo fluviale e lo caricava su 2 camion di grandi dimensioni.

I militari, considerando che le operazioni si stavano svolgendo in un’area fluviale protetta, hanno ritenuto che si trattasse di un’attività illecita e sono quindi intervenuti scoprendo che il personale a bordo dei mezzi lavorava per conto di un’impresa della zona.

Con il supporto dei colleghi della Compagnia di Cuneo, attivati per perlustrare l’intera zona, hanno proceduto quindi ad un primo sequestro di un’area di circa 2.000 mq nella quale sono risultate depositate circa 800 tonnellate di ghiaia estratta abusivamente dal torrente Maira.

Nei confronti dell’amministratore sono state formulate le ipotesi di furto continuato di materiale esposto alla pubblica fede, estrazione abusiva ed esecuzione di opere su area tutelata in assenza di autorizzazione. Sono anche stati sequestrati i 3 mezzi utilizzati per le operazioni. I controlli sono proseguiti presso l’impresa ove è stato riscontrato il deposito e lo smaltimento, anche mediante combustione, di rifiuti speciali nonché l’interramento di rifiuti di vario genere, anche pericolosi.Si tratta per lo più di rifiuti provenienti da demolizioni (bitumi, cemento e mattoni), ma dal terreno sono affiorati anche pneumatici fuori uso, rottami ferrosi, plastica e ceneri di rifiuti urbani.

Con la collaborazione dei funzionari ARPA del Dipartimento di Cuneo, sono stati poi individuati altri rifiuti pericolosi, tra i quali frammenti di amianto, fusti contenenti olio esausto e filtri di motori, nonché apparecchi elettrici vari. Sono state anche rilevate numerose tracce di lavaggi di betoniere in più punti dell’area aziendale.

Nel corso degli accertamenti i Finanzieri del Capitano Baldiglio hanno anche scoperto che un camion ed un mini-escavatore (per un valore complessivo di circa 40.000 euro), custoditi presso l’autorimessa dell’impresa, oltre ad essere privi di targa autentica e di copertura assicurativa, recavano il numero di telaio chiaramente abraso e modificato, e, non avendo ottenuto l’esibizione di documenti giustificativi hanno proceduto al loro sequestro ed alla denuncia del titolare dell’impresa per ricettazione.

Nel corso delle operazioni si è proceduto anche alla denuncia di 3 artigiani di Tarantasca e Costigliole Saluzzo in quanto, giunti sul posto nel corso delle operazioni per conferire il proprio carico, sono risultati sprovvisti della documentazione o dell’autorizzazione (iscrizione all’Albo Gestori Ambientali) previste per i trasporti di rifiuti speciali. Nei loro confronti si è anche proceduto al sequestro dei mezzi e di circa 18 tonnellate di materiale altrimenti destinate allo smaltimento illecito.

Dagli ulteriori approfondimenti esperiti nel corso della giornata, il personale del Nucleo Mobile, del S.A.G.F. e dell’ ARPA di Cuneo ha infine anche scoperto che una ex cava – posizionata lungo il Maira nel comune di Vottignasco e gestita dalla medesima impresa - era stata usata come sito per l’illecito smaltimento di rifiuti: al suo interno sono stati infatti scoperti, depositati e seppelliti, materiali vari.

Da un primo saggio esplorativo richiesto dai Finanzieri, oltre alla presenza di mattoni, plastica, rottami ferrosi, polistirene e numerosi cumuli di ceneri di rifiuti urbani, è stata rilevata la presenza di copertoni ed altri rifiuti, direttamente all’interno della falda acquifera.Il responsabile dell’impresa è stato quindi denunciato anche per le ipotesi  gestione e deposito non autorizzati di rifiuti speciali pericolosi/non pericolosi e per smaltimento di rifiuti mediante combustione.

La lunga giornata si è conclusa con il sequestro di complessive 8.443 tonnellate di rifiuti speciali, della zona interessata, estesa per circa 15.200 mq, e di 7 automezzi, nonché con la denuncia di 4 responsabili per illeciti ambientali. Nel corso dei successivi approfondimenti i Finanzieri sono riusciti a risalire alle imprese edili di Cuneo e Caraglio che, nel 2008 e nel 2010, avevano patito il furto dell’escavatore e del camion ed ai cui titolari i mezzi verranno a breve restituiti.

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