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Sequestrate attrezzature da pesca utilizzate illecitamente

Marciana Marina (LI), 3 giugno 2011 - Un motopeschereccio è stato fermato mentre effettuava la pesca a strascico in zona vietata
Sequestrate attrezzature da pesca utilizzate illecitamente

Controllo pesca in mare

L’equipaggio della vedetta V.630 della Sezione Operativa Navale di Portoferraio, intorno alle ore 22,00, durante un’ordinaria crociera d’istituto, a poco più di tre miglia a nord-ovest di Marciana Marina (LI), ha sorpreso un motopeschereccio intento ad effettuare l’attività dello strascico di frodo, in quanto attuato in una zona in cui vige il permanente divieto della pesca e dell’ancoraggio per l’attraversamento dei cavi elettrici sottomarini che dall’Elba alimentano l’isola della Capraia.

I Finanzieri, nel corso dell’attività di polizia economico-finanziaria in mare attuata in tempo di notte ed in condizioni ambientali sfavorevoli, hanno intimato l’”ALT” al motopeschereccio, appartenente alla marineria piombinese, ed ordinato al Comandante  di salpare la rete e di rigettare immediatamente in acqua il pescato ancora vivo.

In ragione delle condizioni meteomarine particolarmente avverse, le Fiamme Gialle hanno fatto riparare il mezzo nel vicino porto elbano di Marciana Marina, ove hanno quindi proceduto - a mente della Legge  n. 963 del 14/07/1965 inerente la disciplina della pesca marittima - al sequestro amministrativo delle attrezzature impiegate nell’illecita attività, ossia della rete lunga oltre 40 mt. per 15 mt. di altezza e dei due divergenti in acciaio ancorati a poppa del mezzo, contestando al Comandante del motopeschereccio la violazione punita sino a 6.000 €.

Della descritta attività è stata inoltrata una compiuta segnalazione alla competente Autorità Marittima di Livorno, mentre una seconda comunicazione è stata indirizzata alla Direzione Regionale dell’ENEL di Firenze.

È questo l’ultimo degli interventi in mare aperto dei Finanzieri a tutela del patrimonio ittico e più in generale dell’economia, per evitare quelle forme di concorrenza sleale che provocano i danni più consistenti ai corretti operatori della pesca, non trascurando poi, come nel caso descritto, la finalità a tutela della sicurezza dei pescatori, allorquando loro stessi, più o meno inconsapevolmente, si espongono al rischio di tranciare con le reti ed i lunghi tiranti d’acciaio le condutture elettriche ad alta tensione, con il non remoto pericolo di rimanere folgorati.

Dall’inizio del 2011, l’attività di contrasto alla pesca di frodo posta in essere dai vari Comandi operanti in Toscana e dipendenti dal Reparto Operativo Aeronavale di Livorno, ha fatto registrare il sequestro di sette reti da posta del tipo tramaglio, quattro grandi reti a strascico ed otto divergenti (ossia le strutture metalliche poste a poppa per mantenere largo e capiente il sacco in traino), con l’identificazione di undici operatori della pesca, alcuni dei quali “noti agli atti”, compiutamente verbalizzati.

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