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Sequestrato un cantiere abusivo sulla costiera amalfitana

Località Spiaggia La Vite, Amalfi (SA), 19 aprile 2013 - Il sequestro è avvenuto all’interno di una importante struttura alberghiera. Denunciati due responsabili
Sequestrato un cantiere abusivo sulla costiera amalfitana

L'area posta sotto sequestro

I militari della Sezione Operativa Navale di Salerno, hanno sottoposto a sequestro parte di una importante struttura alberghiera della costiera Amalfitana, in località Spiaggia La Vite del Comune di Amalfi.

La misura cautelare si è resa necessaria in quanto, presso un’area demaniale marittima in concessione alla struttura alberghiera, erano in corso di realizzazione lavori edili risultati privi delle prescritte autorizzazioni.

I militari hanno individuato il cantiere abusivo, grazie agli accurati e costanti controlli della costa effettuati dalle unità navali del Corpo. Nel caso specifico, l’unità operante era un guardacoste della classe “Buratti”, unità di 22 metri  fra le ultime in dotazione alla flotta della Guardia di Finanza che, grazie alle moderne dotazioni di bordo, ha individuato dal mare gli operai intenti al lavoro. Successivamente è intervenuta sul posto una pattuglia dello stesso Reparto navale, i cui componenti hanno compiuto i necessari riscontri e quindi hanno sottoposto a sequestro l’area di cantiere.

I lavori consistevano nel riempimento di tratti di banchina con voluminose colate di calcestruzzo, e nell’innalzamento di una parte del sovrastante solarium.

Oltre ad interessare il demanio marittimo, i lavori abusivi in corso, riguardavano un’area ad alto rischio di dissesto idrogeologico, per la quale il Comune di Amalfi aveva già provveduto ad emettere un’ordinanza di totale interdizione a causa del rischio frane.

Deferiti alla competente A.G., l'Amministratore del Complesso Alberghiero ed il titolare di una ditta esecutrice, che dovranno rispondere dei reati di danneggiamento e deturpamento ambientale, oltre alle connesse violazioni in materia urbanistica, paesaggistica e demaniale.

Gli abusi sono stati commessi all'interno del "Parco Regionale dei Monti Lattari" riconosciuto dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità.

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