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Stazione Navale Napoli

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Maxi sequestro di 2 quintali di datteri di mare e una tonnellata di cozze

Località acque antistanti Sorrento (NA), 15 dicembre 2015. Contrasto alla pesca di frodo
Maxi sequestro di 2 quintali di datteri di mare e una tonnellata di cozze

Sequestri effettuati

I miliari della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Napoli, nell'ambito della pianificata attività di polizia economico finanziaria sul mare e lungo la costa disposta e coordinata dal Reparto Operativo Aeronavale di Napoli, hanno messo a segno una significativa serie di interventi a contrasto della pesca di frodo perpetrata nel golfo napoletano. Nel servizio più significativo la Guardia di Finanza ha sequestrato, nelle acque antistanti il Comune di Sorrento, 200 chili di datteri di mare appena pescati e 14 bombole da sub per un valore di mercato di circa 20.000 euro di prodotti ittici.

Nella mattinata di ieri, l'equipaggio di una vedetta veloce, in servizio di perlustrazione sotto la costa, intercettava, nelle acque antistanti il Comune di Sorrento (NA), diversi natanti provenienti dal vicino porticciolo di Marina di Puolo che, alla vista del mezzo militare, si davano precipitosamente ala fuga. Insospettiti da tale comportamento, i militari davano corso a più approfonditi controlli di quel tratto di mare, ove, venivano rinvenuti adagiati sul basso fondale, n.5 contenitori di plastica e n.2 retini contenenti complessivamente kg.200 circa di datteri di mare, n.14 bombole da sub e n.3 mazzuole (utilizzate per frantumare la roccia).

La pesca del dattero, assolutamente vietata, continua ad essere perpetrata da spregiudicati pescatori di frodo, grazie ad un mercato nero del consumo che alimenta la richiesta del prodotto; si tratta di un tipo di pesca altamente lesiva dell'ecosistema marino, poiché possibile, soltanto attraverso la frantumazione di un ampio tratto di scogliera, che conduce all'alterazione e distruzione dei fondali. Alcuni ristoratori, incuranti dei divieti, offrono con grande disinvoltura piatti a base di datteri, coinvolgendo gli avventori nell'illecito profitto. La pena prevista per chi pesca, detiene e commercia datteri di mare prevede un'ammenda fino a 12.000 euro e l'arresto da due mesi  a due anni.

In un ulteriore distinto intervento, l'unità navale alturiera della Stazione Navale di Napoli, ha fermato e sottoposto a controllo nelle acque del Porto di Napoli un natante con a bordo un soggetto intento ad effettuare la pesca subacquea , non professionale, di frutti di mare con l'ausilio di apparecchio ausiliario per la respirazione. Il controllo si concludeva con il sequestro di 33 ceste contenenti un totale di circa 1.000 chili di cozze prive di qualsiasi requisito igienico-sanitario, quindi potenzialmente pericolose per la salute pubblica e pronte ad essere immesse sul mercato. Sia i datteri che le cozze venivano successivamente rigettati in mare in quanto ancora in buono stato di conservazione.

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