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Operazione Astrea - Confiscato patrimonio di oltre 50 milioni di euro

Reggio Calabria, 17 aprile 2018

Comando Provinciale Reggio Calabria

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, su disposizione della Corte di Appello di Reggio Calabria hanno eseguito nei confronti di R. G. R. cl. ’58, imprenditore reggino ritenuto appartenente alla cosca di ‘ndrangheta dei “Tegano”, la confisca del suo intero patrimonio.

Tale provvedimento - contenuto nella sentenza n. 10715/14 Reg. Sent. – n. 213/2013 Reg. Gen. – n. 68/2012 R.G.N.R. D.D.A. emessa in data 20.06.2014 (definitiva in 14.05.2015) dalla citata Corte di Appello - si fonda sulle risultanze delle indagini di cui al l’operazione “Astrea”, condotta dal Nucleo di Polizia Economico - Finanziaria di Reggio Calabria, conclusa con l’esecuzione di provvedimenti restrittivi personali nei confronti di 11 presunti affiliati/contigui alla cosca di ‘ndrangheta “Tegano” di Reggio Calabria – tra cui il predetto R. G. R. - per il reato di cui all’art. 12 quinquies D.L. 306/92 (trasferimento fraudolento di valori) aggravato dall’art. 7 L. n. 203/92 (metodo mafioso) per aver posto in essere una serie di fittizie intestazioni di beni/aziende, giungendo - tra l’altro, tra mite le stesse - ad infiltrare con conseguenti condizionamenti gestionali, la società “M.i S.p.a.” a capitale misto partecipata dal Comune di Reggio Calabria.

In tale contesto erano state sottoposte a sequestro preventivo le seguenti società reggine - riconducibili a R. G. R. - comprensive delle quote societarie, dei conti correnti e di tutti gli elementi presenti nel patrimonio aziendale, per un valore a suo tempo stimato in € 50.459.542:

  • società esercente l’attività di “commercio all’ingrosso di materiali da costruzione”;
  • società esercente l’attività di “compravendita di beni immobili effettuata su beni propri”;
  • società esercente l’attività di “commercio all’ingrosso di materiali da costruzione”.

Successivamente, le posizioni del richiamato procedimento “Astrea” e quelle del procedimento “Archi” – quest’ultimo relativo all’omonima operazione di polizia condotta dalla Questura di Reggio Calabria, conclusa nell’anno 2011 con l’esecuzione di n. 21 provvedimenti restrittivi cautelari nei confronti di presunti affiliati alla predetta cosca reggina per il reato di cui all’art. 416 bis c.p. (associazione per delinquere di tipo mafioso) - confluivano nel medesimo processo.

Al riguardo, “ ... R. G. costituisce l’anello di congiunzione tra i due procedimenti confluiti nel presente processo (p.p. “Archi”, p.p. “Astrea”) . .. l’imputato è chiamato a rispondere, per un verso, della condotta partecipa tiva alla cosca TEGANO e per l’altro, di una serie di intestazioni fittizie di beni (in specie aziende) ... omissis ... ” .

Con riferimento alla misura cautelare eseguita sui compendi societari dellae società il G.U.P. del Tribunale di Reggio Calabria - con sentenza emessa in data 16.07.2012 – disponeva la confisca di quanto già sottoposto a sequestro preventivo.

Per ciò che riguarda la posizione processuale di R. G. R., dalla lettura del provvedimento della Corte di Appello emerge che : “... Quanto in atti, secondo il G. U. P. , comprova come il R. costituisca un vero e proprio braccio economico del sodalizio esaminato, con ogni probabilità ancor più marcatamente di altri soda li e coimputati ... omissis ... essendo riuscito, grazie anche all’ausilio di liberi professionisti e probabilmente, di centri di potere ancora nell’ombra, a penetrare ed infiltrare persino la M. S.p.A., società cd. mista, costituita dal Comune di Reggio Calabria per la gestione, tra l’altro, della manutenzione ordinaria e straordinaria di beni di proprietà dell’ente locale.

Società di cui lo stesso R., sino al momento del suo arresto nell’ambito dell’operazione “Archi”, è stato il reale dominus o comunque soggetto munito al suo interno di sicuro potere decisionale, svolgendo in seno alla stessa le funzioni di “direttore operativo”. Il G. U. P. rileva che dalle dichiarazioni dei collaboratori (F., I., M., F., L. G.) emerge la figura del R. quale affiliato di un certo spessore all’interno del sodalizio di appartenenza radicato nel quartiere Archi di Reggio Calabria ....”.

Nella fase di Appello d el processo R. G. R., in relazione ai reati allo stesso ascritti, è stato infine, condannato per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p.“ ... quale partecipe qualificato dell’articolazione territoriale dell’associazione di tipo mafioso ed armata indicata in premessa, risulta stabilmente dedito alla gestione degli affari illeciti della cosca TEGANO – di cui è rilevante espressione imprenditoriale nella veste di socio privato della società mista M. S.p.A. – oltre che in Reggio Calabria anche in altre parti del territorio nazionale, con compiti di pianificazione ed esecuzione delle specifiche attività illecite a lui delegate dal vertice dell’organizzazione; ha svolto e svolge, inoltre, attività di supporto alle azioni criminali della cosca forte del ruolo acquisito durante la guerra di mafia, quale soggetto particolarmente legato a C. B., per aver fornito supporto logistico ai gruppi di fuoco, impiegati nell’agguato a N. I.i in agro di Fiumata di Muro... .”.

Con il provvedimento in esecuzione, la Corte di Appello di Reggio Calabria pronunciandosi sui citati procedimenti riuniti e confermando la citata sentenza del G.U.P. del Tribunale di Reggio Calabria in relazione ai patrimoni aziendali - ha sottoposto a lla misura ablatoria della confisca le società di cui sopra ed i relativi compendi, che ora entrano definitivamente nella proprietà dello Stato.

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