Tu sei qui: Home Ufficio Stampa Ultime notizie Anno 2016 Settembre Camorra: recuperati 2 dipinti del pittore Vincent Van Gogh e sequestrati beni per 20 milioni di euro. Dichiarazione del Comandante Generale - Gen. C.A. Giorgio Toschi

 

Camorra: recuperati 2 dipinti del pittore Vincent Van Gogh e sequestrati beni per 20 milioni di euro. Dichiarazione del Comandante Generale - Gen. C.A. Giorgio Toschi

Video - Napoli, 30 settembre 2016 ore 13:01

Controlli video

Loading the player ...

Comando Provinciale Napoli

Nei  giorni  scorsi,  il Gruppo Investigativo  Criminalità  Organizzata (G.I.C.O.)  del Nucleo Polizia Tributaria di Napoli, nell'ambito delle indagini nei confronti degli esponenti apicali del clan AMATO- PAGANO (impegnato attivamente nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti ed alleato di note associazioni internazionali  dedite al narcotraffico) hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta di questa Direzione distrettuale antimafia, avente ad oggetto  somme  di denaro e beni nella disponibilità del clan.

Il provvedimento di sequestro  si caratterizza per avere  ad oggetto  non soltanto beni  di straordinario valore  economico, ma  anche  due  quadri  di eccezionale valore artistico; sono, infatti, oggetto del decreto ablativo anche due opere del pittore Vincent  Van Gogh, che il 7 dicembre 2002 vennero trafugate dal museo Van Gogh di Amsterdam e da allora non furono più ritrovate.

Si tratta di due dipinti ad olio: "La chiesa riformata di Nuenen" (1884) e "Vista della spiaggia di Scheveningen" (1882). Le tele appartengono al primo periodo  "olandese" del pittore e sono ritenute  di valore inestimabile. Si  tratta  di due  opere d'arte considerate tra  le più  ricercate  al  mondo (inserite   dall'F.B.I.  tra  le "top  ten  art  crimes"). Va  sottolineato  che ne  è  stata confermata l'autenticità, a seguito  degli  accertamenti immediatamente effettuati da esperti di livello internazionale e prima di procedere ai successivi adempimenti con le Autorità  olandesi.

La vicenda si inserisce nell'ambito di complesse indagini della Procura della Repubblica di Napoli, da tempo orientate a disarticolare la multiforme articolazione organizzativa delle cosche napoletane impegnate nel traffico interazionale di stupefacenti e legate a narcotrafficanti internazionali, alleati al noto clan camorristico AMATO-PAGANO, che opera da anni nei comuni di Melito, Arzano, Mugnano e Casavatore, nonché  nell'area nord del capoluogo  campano. Si tratta di uno dei gruppi criminali più pericolosi ed attivi tra le cosche camonistiche del territorio,  che  è in grado  di  gestire considerevoli risorse economiche e che gode di immense risorse personali e materiali.

Ebbene, la DDA di Napoli ha accertato nell'ambito di una complessa attività di indagine del G.I.C.O. del Nucleo  Polizia Tributaria di Napoli e della Squadra Mobile di Napoli (con il supporto di Interpol e degli organismi della cooperazione internazionale) la piena  operatività di una struttura  di narcotraffico transnazionale, divenuta  progressivamente alleata  ai gruppi camorristici  di Secondigliano, che - come si è detto -  rivestono  un potere  indiscusso  nella  gestione  di tali  interessi  criminali in quel territorio.

Tra le persone indagate e di maggiore carisma criminale, sono da ricordare M. C. e R. I., tratti in arresto nel gennaio 2016 per il delitto di cui all'art.74 D.P.R. n.309/1990, contestato agli indagati - come si è detto - con le misure cautelari personali e patrimoniali emesse dal GIP del Tribunale di Napoli nel mese di gennaio 2016.

Le acquisizioni investigative di allora (già imponenti) si sono poi ulteriormente arricchite con le successive attività di ricerca di cose pertinenti alle predette condotte criminali ed alla ricerca dei latitanti I. e C.

A seguito dell'arresto di C. e delle dichiarazioni rese da costui, nonché grazie alle efficaci attività investigative che la Guardia di Finanza ha svolto nell'ambito dell'azione direttiva della DDA di Napoli, si sono quindi sviluppati puntuali accertamenti patrimoniali, agevolati dall'utilissimo contributo fornito da alcune delle persone indagate, le quali hanno tra l'altro consentito di ricostruire ulteriori disponibilità economiche, finanziarie e patrimoniali della consorteria criminale.

E' dunque possibile ricondurre ai narcotrafficanti M. C. e R. I. disponibilità finanziarie, beni immobili (terreni, fabbricati, appartamenti e ville) ed un velivolo, per un valore di circa 20 milioni di euro.

Si tratta di acquisizioni investigative realizzate anche per l'eccellente collaborazione fornita sul piario internazionale da alcuni dei Paesi richiesti. Sono tuttora in corso iniziative giudiziarie di collaborazione per trarre in arresto due persone ancora latitanti, attualmente all' estero.

archiviato sotto: , ,