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Pubblicità ingannevole

Appare utile evidenziare quanto di utilità per i cittadini per non incorrere in situazioni che potrebbero lederne gli interessi.

Innanzitutto si ritiene opportuno sottolineare il concetto di pubblicità ingannevole, che viene qualificata in: "qualsiasi pubblicità che in qualunque modo, compresa la sua presentazione, sia idonea ad indurre in errore le persone fisiche o giuridiche alle quali è rivolta o che essa raggiunge e che, a causa del suo carattere ingannevole, possa pregiudicare il loro comportamento economico ovvero che, per questo motivo, sia idonea a ledere un concorrente".

Non è quindi necessario che il messaggio pubblicitario abbia effettivamente arrecato un danno per essere qualificato come ingannevole, ma è sufficiente che le informazioni che esso comunica siano potenzialmente in grado di influenzare le decisioni del consumatore.

Le informazioni che il cittadino deve rilevare, con estrema facilità e semplicità, con riguardo al settore dei prestiti, riguardano principalmente l'indicazione chiara e corretta - anche dal punto di vista grafico - dei costi del finanziamento, al fine di addivenire ad una corretta ed immediata percezione della convenienza dell'offerta.

Nello specifico, il cittadino deve porre attenzione al T.A.N. (tasso annuo nominale) ed il T.A.E.G. (tasso annuo effettivo globale) per il finanziamento e all'I.S.C. (indice sintetico di costo) per i mutui; in particolare, questi ultimi due indicatori consentono al consumatore di calcolare gli oneri complessivi connessi all'intera operazione finanziaria (ovvero non solo l'importo del finanziamento, bensì anche tutti i costi aggiuntivi, quali,ad esempio: istruzione pratica, compenso trattenuto dall'operatore a fronte della intermediazione, etc.).

La mancata indicazione del T.A.E.G. o, ad esempio, l'espressione "T.A.E.G. max come per legge", è generica e non consente al consumatore un effettivo e valido calcolo circa i costi complessivi dei prestiti personali.

Si evidenzia, altresì, che l'indicazione di specifiche esemplificazioni di finanziamenti mediante alcune tabelle riportanti, tra l'altro, l'importo delle rate mensili di restituzione del capitale richiesto non è sufficiente a sostituire una generica indicazione del T.A.N. e del T.A.E.G..

Un elemento importante che deve essere immediatamente percepito dal cittadino si sostanzia nella qualifica dell'operatore pubblicitario.

L'omessa o non corretta indicazione della natura e della qualificazione dell'attività svolta dal committente del messaggio pubblicitario assume particolare rilievo nel settore dei prestiti, nel caso in cui le imprese che svolgono attività di intermediazione e di consulenza creditizia facciano erroneamente (volutamente) ritenere ai destinatari delle comunicazioni commerciali di avere rapporti diretti con i soggetti erogatori dei finanziamenti e dei mutui reclamizzati e, quindi, di non essere tenuti alla corresponsione di compensi per l'attività di intermediazione svolta.

Il cittadino deve anche essere a conoscenza (a differenza di quanto pubblicizzato) che non è possibile assicurare a coloro i quali avanzino richieste di prestiti o mutui la concreta possibilità di ottenere la concessione del finanziamento (anche con riguardo al quantum) e la tempistica dell'erogazione, in quanto l'effettiva erogazione dei prestiti e dei mutui pubblicizzati è incerta poiché rimessa discrezionalmente all'ente erogante.

Il cittadino, per tutelarsi, può rivolgersi al numero di pubblica utilità "117" , ovvero può recarsi presso la sede del più vicino reparto del Corpo il quale, acquisiti gli elementi d'interesse, provvederà ad effettuare la prevista segnalazione all'Autorità Garante.