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Appartamenti in affitto

Se hai intenzione di prendere in affitto (locazione) un appartamento ricorda che è necessario osservare le disposizioni di legge che disciplinano la stipulazione del contratto di locazione, regole che vanno osservate durante e dopo la stipula.

Il contratto di locazione per uso abitativo è di due tipi, il primo prevede un canone libero e una durata fissa di quattro anni rinnovabili per altri quattro, il secondo, un canone calmierato (concordato attraverso la contrattazione tra sindacati degli inquilini e associazioni dei proprietari) e una durata fissa di tre anni rinnovabili per altri due.

Affitti temporanei possono essere stipulati dagli studenti fuori sede o da chi cerca casa per uso temporaneo. In questi casi l’appartamento può essere affittato solo alle condizioni concordate tra le organizzazioni di categoria.

La prima tipologia, motivi di studio, prevede una durata da sei mesi a tre anni; la seconda, esigenze temporanee, da uno a diciotto mesi.

Per la stipulazione di questi due ultimi tipi di contratto e per quelli conclusi sulla base degli accordi siglati dalle organizzazioni degli inquilini e proprietari sono utilizzabili i modelli standard depositati presso i comuni, che contengono specifiche anche con riferimento alle caratteristiche che contradistinguono un appartamento ammobiliato e le relative percentuali di aumento sul canone.

Per i contratti a canone libero invece, potete usare i modelli messi a disposizione dalle associazioni di categoria: Sunia, Sicet, Uniat e Confedilizia.

Tutti i contratti di locazione, ad eccezione per quelli di durata inferiore a trenta giorni in un anno, devono essere registrati entro trenta giorni dalla conclusione dell’accordo, presso gli uffici periferici dell’Agenzia delle Entrate o avvalendosi del sistema di registrazione telematica.

La registrazione deve essere richiesta, previo versamento dell’imposta presso qualsiasi concessionario della riscossione, banca o ufficio postale, compilando il modulo F23 (reperibile anche nel sito www.agenziaentrate.it), indifferentemente, sia dal proprietario che dall’inquilino. L’imposta grava in parti uguali tra le parti contraenti.

L’omessa registrazione, il mancato pagamento dell’imposta di registro e l’indicazione di un importo inferiore a quello reale all’atto della registrazione, comportano l’applicazione di una sanzione amministrativa.

Stipulare e registrare il contratto, oltre a costituire un adempimento previsto dalla legge al fine di evitare l’evasione fiscale, consente anche di ottenere dei vantaggi economici sia per i proprietari: deduzioni ai fini della determinazione del reddito imponibile; che per gli inquilini:detrazioni di imposta; in presenza di specifici requisiti.

E' consigliabile evitare pagamenti in contanti e pretendere comunque e sempre una ricevuta di avvenuta corresponsione del canone.

Queste informazioni di carattere generale possono essere integrate consultando i siti www.sunia.it (Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari); www.sicet.it (Sindacato Inquilini Casa e Territorio); www.uniat.it (Unione Nazionale Inquilini Ambiente e Territorio); www.confedilizia.it. (Confederazione Italiana Proprietà Edilizia).

Legge 9 dicembre 1998, n. 431 "Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo"

(G.U. 15 dicembre 1998, n. 292, s.o.)