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Accise

Le cosiddette accise sono imposte indirette sulla produzione o sul consumo dei prodotti energetici, dell'alcole etilico e delle bevande alcoliche, dell’energia elettrica e dei tabacchi lavorati.

La vigilanza sulle fasi di lavorazione e movimentazione del prodotto, volta a reprimere i comportamenti illeciti e le condotte evasive, perpetrate con l’obiettivo di sottrarsi al pagamento dell’imposta, è affidata all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e alla Guardia di Finanza.

Particolare attenzione viene riposta anche nei confronti dei gestori dei distributori stradali di carburante, al fine di contrastare le principali condotte fraudolente perpetrate quali, ad esempio:

  • l’erogazione di quantitativi di prodotto inferiori a quelli risultanti dalle apposite colonnine;
  • la commercializzazione di carburanti originariamente destinati ad usi agevolati e successivamente distratti per l’ordinario utilizzo ad uso autotrazione nonché di prodotti di natura diversa da quelli dichiarati, talvolta aventi caratteristiche chimico-fisiche potenzialmente dannose per le autovetture;
  • il mancato rispetto degli obblighi in tema di corretta trasparenza e informazione all’utenza sui prezzi praticati.

La Guardia di Finanza, da sempre impegnata in attività connaturate alla vigilanza sul corretto funzionamento dei mercati e alla tutela dei consumatori, durante i periodi di maggior traffico veicolare (es. esodi vacanzieri) accentua la propria presenza ispettiva sul territorio mediante controlli tesi a verificare “tout court” il corretto assolvimento dei precetti di legge.

In tale ambiente operativo, nel corso degli anni sono state accertate numerose e variegate irregolarità nel settore della vendita dei prodotti energetici, sia presso i depositi e impianti di stoccaggio, sia presso le aree di servizio stradali ed autostradali, tra le quali, a titolo esplicativo:

  • indicazioni sui tabelloni pubblicitari di un prezzo, per litro del prodotto erogato, inferiore a quello praticato alla pompa;
  • miscelazione, nelle cisterne, di prodotti petroliferi con accisa elevata (benzine o gasolio) con sostanze ad accisa più bassa o esente (principalmente diluenti utilizzati nell'industria chimica per le benzine e/o oli anche di natura vegetale per i gasoli);
  • sottrazione di piccole quantità di benzina o di gasolio durante l'erogazione nei serbatoi degli automezzi, previa manomissione dei sigilli e dei dispositivi allo scopo di alterare il sincronismo tra i display che indicano il prezzo e la quantità del carburante erogato.

Normativa

  • l’art. 15 del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, (Codice del consumo) prevede, al 5° comma, che “““I prezzi dei prodotti petroliferi per uso di autotrazione, esposti e pubblicizzati presso gli impianti automatici di distribuzione dei carburanti, devono essere esclusivamente quelli effettivamente praticati ai consumatori. È fatto obbligo di esporre in modo visibile dalla carreggiata stradale i prezzi praticati al consumo”””;
  • l’art. 515 del Codice Penale (frode nell'esercizio del commercio) stabilisce, al 1° comma che “““Chiunque, nell'esercizio di un'attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, consegna all'acquirente una cosa mobile per un'altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita, è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave delitto, con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a euro 2.065,00”””.

Consigli utili per il cittadino

  • leggere attentamente, all'entrata in area di servizio, il prezzo del carburante indicato sugli appositi tabelloni;
  • controllare che tale prezzo sia corrispondente a quello riportato sulla colonnina di erogazione;
  • in ogni caso, accertarsi che non vi siano discordanze tra la somma pagata ed il controvalore in litri erogati.

Ove vengano riscontrate talune delle irregolarità indicate ovvero di altro genere, si consiglia di individuare le coordinate dell'area di servizio e richiedere l'intervento del servizio di pubblica utilità "117" della Guardia di Finanza, ovvero procedere con un esposto da presentare presso un Reparto del Corpo.