Merchandising

La "Finanziaria 2010" (Legge n. 191 del 2009), all'articolo 2, ha assegnato alla Guardia di Finanza il diritto all'uso esclusivo delle proprie denominazioni, dei propri stemmi, degli emblemi e di ogni altro segno distintivo ad essa riconducibile.

In attuazione di tale previsione, in data 18 febbraio 2014, è stato pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 14 della Gazzetta Ufficiale - Serie Generale - n. 40, il Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze, datato 1° agosto 2013, nr. 164 (in vigore dal 5 marzo 2014), il quale specificamente individua gli stemmi, gli emblemi e altri segni distintivi della Guardia di Finanza nonché le modalità e possibilità di utilizzo degli stessi.

Alla luce delle citate disposizioni è stata sottoscritta una convezione tra il Comando Generale della Guardia di Finanza e l'Ente Editoriale per il Corpo della Guardia di Finanza, con la quale sono state individuate le modalità pratiche di attuazione dello sfruttamento commerciale dei "segni distintivi" dell'Istituzione.

In buona sostanza, il citato Ente Editoriale è l'unico soggetto che la Guardia di Finanza ha autorizzato per la sottoscrizione di contratti di merchandising con soggetti terzi, licenziatari in via convenzionale, attraverso la stipula di contratti di sponsorizzazione e di contratti a essi assimilabili, ai sensi dell'articolo 26 del Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

I soggetti interessati al riguardo potranno, pertanto, prendere contatti con l'Ente Editoriale per il Corpo della Guardia di Finanza al fine di concordare modalità e termini con cui, previa corresponsione di specifici corrispettivi, potrà essere regolarizzata l'attività di produzione e commercializzazione dei prodotti in questione:

'"Ente Editoriale per il Corpo della Guardia di Finanza" viale XXI Aprile nr. 51, 00162 Roma tel. 06.44223562-3561 - fax. 06.4404762 e-mail: enteeditoriale@gdf.it

Si rammenta che, sotto un profilo sanzionatorio, ai sensi dell'art. 29 della citata legge n. 191 del 2009, "salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque fabbrica, vende, espone, adopera industrialmente ovvero utilizza al fine di trarne profitto le denominazioni, gli stemmi, gli emblemi e i marchi di cui al comma 28 in violazione delle disposizioni di cui al medesimo comma è punito con la multa da 1.000 a 5.000 euro".

Decreto Ministro dell'Economia e delle Finanze 1° agosto 2013, nr. 164