Tu sei qui: Home Chi siamo Storia del Corpo Polizia Tributaria Investigativa Ordinamento iniziale al centro e alla periferia

Ordinamento iniziale al centro e alla periferia

Il funzionamento della polizia tributaria fu assicurato come segue

Al centro, l'ufficio tecnico di polizia tributaria investigativa fu inizialmente concepito come se dovesse avere una sua autonomia; esso ricevette, da ciascuna delle direzioni generali interessate, "un proprio funzionario scelto preferibilmente tra gli ispettori superiori" (artt. 2 e 5 del D.M. 10533 del 14 marzo 1923); di fatto, però, funzionò come articolazione interna del Comando Generale. Esso ebbe, sin dall'inizio, alle immediate dipendenze "un contingente di militari specializzati", "per particolari servizi di polizia riservata nelle varie province del Regno", contingente a cui, nel 1926, fu attribuita la denominazione di Nucleo centrale Pti (vds. quadro dei nuclei Pti, previsto dalla circolare 28358 del 29 maggio 1926 nel Boll. Ris. della Pti, p. 609).

In periferia, organi elementari di polizia tributaria furono i 46 nuclei Pti diretti da ufficiali e costituiti di sottufficiali e di militari di truppa, tutti specializzati, ai quali, perché vestissero abiti civili, venne corrisposta (D.M. 18 giugno 1923, numero 30316) un'indennità vestiario annua (di prima vestizione lire 800; di manutenzione e di rinnovazione di lire 500). Gli appartenenti alla Pti furono dotati di apposita tessera di riconoscimento con fotografia (disposizione 8474 Pti: F.O. numero 6 del 1924), mentre i sottufficiali e i militari di truppa degli altri reparti continuarono a portare, cucito nell'interno del risvolto copribottoniera della giubba, un "piastrino di riconoscimento" di zinco delle dimensioni di mm 55 x 47, recante l'indicazione del grado, del casato, del nome, della classe di leva e del numero di matricola del distretto militare (disposizione 244 M: F.O. numero 15 del 1924), fino a quando le tessere non furono distribuite, prima ai sottufficiali (F.O. numero 40 del 1925) e poi (F.O. numero 36 del 1932) a ogni altro militare (esclusi solo gli allievi guardie) a cura dei comandi di legione e di scuola, indi, quando ne fu cambiato il modello (F.O. numero 55 del 1933), distribuito dal 1° gennaio 1934 (F.O. numero 3), a cura del Comando Generale, il quale stabilì che l'appartenenza alla Pti dovesse risultare da apposita annotazione sulla comune tessera di riconoscimento e non più da un suo particolare modello.

A proposito delle attività informative e/o operative in ambito civile, va ricordata la circolare ministeriale 1317/322 del 7 gennaio 1863, Div. VI, che riguardo al "travestimento" così si esprime: "debbano i travestiti essere muniti dell'ordine relativo da darsi dal comandante di luogotenenza o dall'ispettore o sottoispettore [questi ultimi due, funzionari civili delle gabelle] (...) e debba ciascuno di essi aver fermaglio del cinturino di divisa nascosto sotto gli abiti, per essere all'uopo riconosciuti. Rendendosi per tal modo (...) superfluo il possesso della patente di nomina (...) e mettersi in grado di esercitare liberamente l'azione investigativa". Il cinturino, con funzione corrispondente all'attuale tessera di riconoscimento, aveva un fermaglio di similoro brunito con sovrapposto lo stemma reale di metallo bianco e la legenda "Guardie Doganali".

I nuclei Pti ebbero funzione informativa, oltre che di studio, come è ben spiegato alla lettera c) del già riportato art. 2 del citato D.M. 56805 del 29 novembre 1923 e come, ancora prima, il Comando Generale aveva chiarito, con le sue circolari 39808 e 4204, e aveva ribadito nella sua disposizione 45619 inserita nel F.O. numero 10 dell'11 settembre 1923: "il compito dei nuclei mira a rendere più efficace l'opera degli altri reparti, specie delle volanti, opportunamente indirizzandola e collegandola, per mezzo delle proprie informazioni, sul movimento del contrabbando; dall'altro canto, scevri delle preoccupazioni degli accertamenti fiscali, i nuclei potranno dedicarsi alla ricerca della fonte della frode (...)". "Non sono di competenza dei nuclei gli accertamenti su richiesta delle agenzie delle imposte, come è sembrato a qualche comandante di legione", il quale aveva precorso i tempi.

Inizialmente e di massima, vi fu, diretto da ufficiale, un nucleo ogni più province. I nuclei, per quanto illustrato furono organi sostanzialmente non diversi da quelli dell'attuale Servizio "I".

Organi di coordinamento intermedio tra il centro e le unità elementari di Pti

  • inizialmente (art. 6 D.M. 10533 del 14 marzo 1923), in ogni territorio legionale un ufficiale specializzato, a capo del nucleo di Pti in sede di comando di legione e direttamente dipendente dal Comando Generale, ebbe il compito di coordinare e disciplinare "l'esecuzione dei servizi affidati (...) al contingente, curando i rapporti con le intendenze di finanza, con gli uffici finanziari e con i comandi di legione";
  • subito dopo, però, fu stabilito (art. 6 D.M. 58605 del 29 novembre 1923) che:
    • il contingente svolgesse "la sua azione secondo direttive del Comando Generale Ufficio tecnico per la Pti";
    • "per la coordinazione del servizio dei nuclei di ciascuna legione e il collegamento delle legioni tra di loro e con i comandi di gruppo di legioni e con il Comando Generale, come pure con gli organi civili finanziari, ogni comandante di legione" fosse coadiuvato da un ufficiale superiore, il quale adempisse altresì all'"incarico di ufficiale dirigente il nucleo in sede".

Evidentemente la modifica dell'iniziale disegno ordinativo (che voleva la polizia tributaria alla diretta dipendenza del Comando Generale, come oggi il "servizio informazioni") fu motivata dal timore di danneggiare l'unitarietà del Corpo nell'esecuzione dei suoi compiti istituzionali. Tale comprensione non sembra oggi giustificata, attese le già cennate funzioni di raccolta e di studio di dati necessari per la "direzione strategica", sui piani nazionale e regionale, delle attività repressive delle evasioni.

Organo d'istruzione fu la Scuola di applicazione per la Pti (R.D. 1° settembre 1923, n. 2114), con annesso "laboratorio" per lo studio dei fenomeni attinenti alla criminalità fiscale.

La scuola, prima sotto la direzione di un professore universitario (art. 3 R.D. 16 settembre 1923, n. 2114), poi sotto il comando di un ufficiale superiore (artt. 2 e 8 R.D.L. 6 maggio 1926, n. 844), fu posta alle dirette dipendenze del Comando Generale ed ebbe il compito del perfezionamento professionale degli ufficiali e della preparazione teorico-pratica dei servizi di Pti di ogni altra categoria di personale. Ai primi otto corsi, della durata di tre mesi, svolti entro il giugno 1926, parteciparono sottufficiali e militari di truppa per l'intera loro durata, ufficiali solo nell'ultimo mese. Successivamente, i corsi furono distintamente svolti per gli ufficiali.

La Scuola di Applicazione per la Pti fu poi, nel 1933, assorbita dalla "Scuola di Applicazione per ufficiali", la quale, nel 1935, fu trasformata in "Scuola Ufficiali" ed elevata, nel 1938, a rango di "Accademia". I citati istituti provvidero allo svolgimento dei corsi di Pti per ufficiali; mentre la specializzazione professionale dei sottufficiali per la Pti fu, dal 1933, compito dell'istituto di formazione dei sottufficiali, il quale, appunto per ciò, cambiò la denominazione da "Scuola allievi sottufficiali" in "Scuola Sottufficiali"; tale denominazione è erroneamente rimasta anche dopo avere perduto l'accennato compito aggiuntivo, nel 1965, in seguito alla istituzione della "Scuola di polizia tributaria" (legge 23 ottobre 1965, n. 1218), che assolve all’unitaria funzione del perfezionamento professionale degli ufficiali e dei sottufficiali.