Tu sei qui: Home Chi siamo Storia del Corpo La Guardia Doganale nel 1862

La Guardia Doganale nel 1862

La Guardia Doganale si inserisce nel più ampio contesto dell'amministrazione finanziaria del nuovo Stato, stretto tra la difficoltà di amalgamare sistemi tributari e apparati burocratici molto diversi e l'urgenza di apprestare uno strumento efficiente per far fronte alla gravissima crisi del tesoro unitario.

Negli Stati il cui ordinamento si ispira prevalentemente al modello austriaco, l'amministrazione finanziaria dispone di un organo periferico, denominato Intendenza di finanza, incaricato di assicurare il coordinamento, l'unità di indirizzo e il controllo degli uffici operanti in una determinata area territoriale. L'esempio non è seguito immediatamente dal nuovo Regno, la cui organizzazione periferica risulta incentrata sulle Prefetture, alle quali è riservata, secondo il modello francese, la funzione di demoltiplicare l'azione di governo rispetto ad ogni articolazione dell'apparato statale.

La soluzione, verosimilmente compatibile con le dimensioni del piccolo Regno sardo-piemontese, non tarda a mostrarsi inadeguata dopo l'Unità.

L'azione dei prefetti, infatti, risulta efficace in materia di sicurezza pubblica e, più in generale, nell'area di competenza del Ministero degli Interni, laddove, gli uffici pubblici provinciali continuano a considerare le Direzioni generali centrali, dalle quali dipendono, quale unico punto di riferimento.

Siffatta situazione provoca inconvenienti proprio per la Guardia Doganale la quale, pur essendo inquadrata nell'amministrazione delle gabelle, si è vista assegnare in brevissimo tempo, compiti di vigilanza sull'imposta di bollo sulle carte da gioco (Legge 21 settembre 1862) e sul monopolio postale (circolare ministeriale n. 750 del 14 agosto 1863), che, sommandosi alle incombenze in materia di privative fiscali e di dazi interni già previste dalla legge istitutiva, fanno rapidamente assumere al Corpo quella fisionomia di organismo unico di polizia finanziaria, che costituisce ancor oggi la sua caratteristica peculiare.

Il problema del coordinamento all'interno dell'amministrazione finanziaria in periferia non tarda comunque a porsi, sicché nella seconda metà degli anni '60 vengono avviati studi che conducono all'istituzione, in ogni provincia, dell'intendenza di finanza (R. D. 26 settembre 1869, n. 5286), organo dotato di poteri di controllo e di coordinamento nei confronti degli uffici finanziari provinciali, gerarchicamente sovraordinato al personale dell'amministrazione in servizio nella circoscrizione.

Nel quadro degli studi di riforma, trova luogo altresì la formulazione di una serie di proposte, intese a rivedere l'ordinamento delle Guardie Doganali, decorsi appena cinque anni dalla costituzione del Corpo.

La commissione incaricata, presenta le proprie proposte nel maggio del 1869. Il carattere civile viene conservato, tuttavia le connotazioni militari risultano ulteriormente accentuate dall'estensione della scala gerarchica, identica a quella dell'Esercito, fino al grado di colonnello, e soprattutto dall'istituzione di otto comandi di legione.

Questi ultimi comprendono più "divisioni" a livello interprovinciale, a loro volta articolate in compagnie, luogotenenze e brigate. Si determina, così, l'ossatura di una struttura gerarchica autonoma, ancorchè per il momento priva di un organo centrale, le cui funzioni continuano ad essere esercitate dalla Direzione generale delle gabelle.

Le proposte della commissione incontrano la fiera opposizione dei vertici dell'amministrazione finanziaria, contraria all'accentuazione dell'autonomia del Corpo, e di esse rimane in piedi soltanto quella relativa all'istituzione dei Comandi di Legione, con competenza circoscritta, però, al governo disciplinare nonché al reclutamento.

Un notevole passo avanti, tuttavia, viene compiuto per quanto attiene all'ampiezza della sfera di competenza delle Guardie Doganali, benché non sia stato accolto il suggerimento di variarne la denominazione in quella di "Guardie di Finanza". Il R.D. 26 settembre 1869, n. 5286, istitutivo della carica di intendente di finanza, infatti, accorda a quest'ultimo la facoltà di avvalersi della Guardia "al fine di scoprire ed accertare le contravvenzioni, a qualunque ramo finanziario si riferiscano".