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Enrico Palandri

Comandante in Seconda dal 18 dicembre 1956 al 26 maggio 1960
Enrico Palandri

Il 14° Comandante in Seconda della Guardia di Finanza, Generale di Divisione Enrico Palandri nato a Firenze il 27 marzo 1896, entrò nel Corpo nel 1914 e fu promosso sottotenente il 27 marzo 1916.

Biografia

Il 14° Comandante in Seconda della Guardia di Finanza, Generale di Divisione Enrico Palandri nato a Firenze il 27 marzo 1896, entrò nel Corpo nel 1914 e fu promosso sottotenente il 27 marzo 1916.

Giovanissimo ufficiale partecipò alle operazioni del primo conflitto mondiale meritando, per il comportamento tenuto nei fatti d'arme di Castelnuovo e Nova Vas, la medaglia di bronzo al Valor Militare la cui splendida motivazione attestò delle eccezionali qualità morali che nel corso della sua successiva carriera trovarono conferma luminosa.

Promosso capitano a scelta speciale e destinato al comando della compagnia di Dobbiaco (BZ), si distinse per la profonda preparazione professionale e per l'attaccamento al servizio, tanto da meritare, per l'abnegazione dimostrata in una pericolosa vicenda operativa, la medaglia d'argento al V.M.

Designato per la frequenza alla Scuola di Guerra, compì il corso di studi con esito brillante e venne poi assegnato al comando di una compagnia allievi finanzieri prima, e di allievi ufficiali poi, rivelandosi educatore ed animatore fervido ed entusiasta.

Promosso maggiore, fu destinato per la sua capacità, a far parte della Commissione Militare Italiana per l'organizzazione della Guardia di Confine Albanese, incarico nel quale si fece molto apprezzare per il suo determinante apporto ai lavori della Commissione e per il profondo senso di umana solidarietà nell'opera di soccorso alle popolazioni del Korciano colpite dal terremoto e dall'alluvione.

Rimpatriato dall'Albania tenne, anche dopo la promozione a tenente colonnello, il comando della Scuola Sottufficiali, portando l'Istituto ad altissimo livello di efficienza.

Nominato comandante del Battaglione Speciale "E", condusse le Fiamme Gialle a scrivere in terra d'Africa un'altra pagina di eroismo degna delle più belle e nobili tradizioni militari della Guardia di Finanza, guadagnando, per merito suo e dei suoi finanzieri, alla Bandiera del Corpo, la Croce di Cavaliere dell'ordine Militare d'Italia.
Egli stesso fu decorato di Croce di guerra al V.M. ed ottenne due encomi solenni.

Rimpatriato, fu assegnato al comando del Circolo di Livorno. Nel 1939 venne nuovamente destinato in Albania, quale comandante della Guardia di Finanza, e per i preziosi servizi resi al Paese, gli venne conferita la nomina a Colonnello per meriti eccezionali.

Durante il secondo conflitto mondiale restò in Albania meritando per il suo ammirevole comportamento, una medaglia di bronzo al V.M. e due encomi solenni.
Nel dopoguerra tenne il comando della Legione di Cagliari e, promosso Generale di Brigata, quello delle Zone di Venezia e di Roma e quindi, il comando superiore degli Istituti di Istruzione, dimostrandosi sempre infaticabile propulsore di opere ed esempio costante di virtù.

Promosso Generale di Divisione nel 1956 e nominato Comandante in Seconda, continuò, per oltre un triennio, a profondere nell'alta carica le sue eccezionali qualità ed il suo appassionato fervore, dando notevole contributo, con la sua esperienza e competenza, alla soluzione di complessi problemi, tra i quali quelli dell'evoluzione ordinativa ed operativa del Corpo.

Lasciò l'alta carica nel maggio del 1960, dopo quarantasei anni di vita militare, per raggiunti limiti d'età, continuando la sua fervida ed appassionata attività alla guida dell'A.N.F.I. che per oltre otto anni lo ebbe Presidente Nazionale, ed imprimendo alla propria opera in seno all'Associazione un senso esemplare di serenità, di umanità e di elevata dignità di sentimenti. Lasciando l'A.N.F.I. era stato nominato Presidente
Nazionale onorario dell'Associazione.