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Carlo Rostagno

Comandante Generale dal maggio 1954 all'aprile 1957
Carlo Rostagno

Il 15° Comandante Generale del Corpo, Generale di Corpo d'Armata Carlo Rostagno, è nato da famiglia di origine piemontese il 21 febbraio 1894.

Il nome del Generale Rostagno sarà ricordato dalla Guardia di Finanza con perenne gratitudine, come quello di un Comandante che seppe operare tenacemente, con la visione precisa degli obiettivi da raggiungere, primo fra tutti il migliore adeguamento del Corpo ai fini sociali ed economici della Nazione.

Biografia

Il 15° Comandante Generale del Corpo, Generale di Corpo d'Armata Carlo Rostagno, nato da famiglia di origine piemontese il 21 febbraio 1894, fu nominato ufficiale d'Artiglieria nel giugno 1914 e partecipò al primo conflitto mondiale, rimanendo quasi sempre in linea fino alla Vittoria e meritando una medaglia d'argento ed una croce al valor militare.

Frequentata con successo la Scuola di Guerra, prestò servizio successivamente all'Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore Centrale, al Comando designato d'Armata di Torino e, quale Capo di Stato Maggiore, al 
Comando della Divisione "Pasubio".

Nel 1925 si laureò con pieni voti e lode in Scienze economiche e commerciali discutendo la tesi su "Lo sforzo industriale dell'Italia durante la guerra 1915 - 1918", che fu pubblicata dalla Rivista di Artiglieria e Genio e riscosse il consenso di insigni studiosi. Promosso Colonnello nel 1937, comandò il 3° Reggimento di Artiglieria da campagna, nel quale aveva iniziato la carriera, e fu poi Capo di Stato Maggiore del XXII Corpo d'Armata, partecipando a tutte le azioni belliche in Libia fino a quando, il 21 gennaio 1941, cadde prigioniero degli inglesi a Tobruk. 
A riconoscimento dell'azione svolta in Africa Settentrionale, fu insignito della Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia. Durante la prigionia in India realizzò un'iniziativa di grande valore morale e culturale: la costituzione, presso il campo di Yol, di un Centro di studi universitari che valse ad elevare il tono della vita spirituale ed intellettuale degli 8000 ufficiali italiani prigionieri.

L'opera altamente meritoria riscosse il particolare elogio della Croce Rossa internazionale, del Sommo Pontefice
e dei Ministri della Pubblica Istruzione e della Guerra. Al rientro in Patria tenne il comando dell'Artiglieria del Comiliter di Bologna e, dopo aver frequentato la prima sessione del Centro Alti Studi Militari, quello della Divisione di Fanteria motorizzata "Trieste".

Fu quindi Direttore Generale dei Servizi di Commissariato e Amministrativi del Ministero Difesa-Esercito e, promosso Generale di Corpo d'Armata, Comandante del Territorio Militare di Firenze finché, il 10 maggio 1954, assunse il Comando Generale della Guardia di Finanza, che tenne fino all'aprile 1957.

Oltre che delle decorazioni al valore già menzionate, il Generale Rostagno è insignito dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito di dieci lustri di carriera militare.

In tre anni di infaticato lavoro al Comando Generale, egli dette opera assidua a migliorare e potenziare la struttura del Corpo, organismo vitale per gli interessi dello Stato, portando la sua attenzione su tutti i settori del servizio, del quale seppe penetrare ogni aspetto e valutare ogni necessità.

Per questo, il nome del Generale Rostagno sarà ricordato dalla Guardia di Finanza con perenne gratitudine, come quello di un Comandante che seppe operare tenacemente, con la visione precisa degli obiettivi da raggiungere, primo fra tutti il migliore adeguamento del Corpo ai fini sociali ed economici della Nazione.