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Aldo Aymonino

Comandante Generale dal gennaio 1941 al marzo 1945
Aldo Aymonino

L'11° Comandante Generale del Corpo, Generale C.A. Aldo AYMONINO, iniziò la carriera nel 1899 presso il Reggimento Lancieri di Novara.

Il periodo del suo comando coincise con l'epoca più travagliata della storia d'Italia di questi ultimi anni, sicché soltanto un Comandante dotato di larghe risorse poteva adeguare l'azione della Guardia di Finanza alle penetranti influenze esercitate dalla situazione sul complesso organismo, di cui ogni settore fu oggetto delle sue cure e della sua opera sagace ed accorta.


Biografia

L'11° Comandante Generale del Corpo, Generale C.A. Aldo AYMONINO, iniziò la carriera nel 1899 presso il Reggimento Lancieri di Novara.

Frequentata la Scuola di Guerra, prestò servizio di Stato Maggiore presso il Corpo di Stato Maggiore, il IX Corpo d'Armata e la Divisione di Milano. Partecipò quindi al conflitto italo-turco ed alla prima guerra mondiale, nel corso della quale fu successivamente presso la 4^ Divisione di Cavalleria, Sottocapo di Stato Maggiore del IX Corpo d'Armata e addetto al Comando Supremo. Colonnello nel 1918, comandò dapprima il Reggimento Savoia Cavalleria, assumendo poi la carica di Capo di Stato Maggiore del Corpo d'Armata di Roma.

Generale di Brigata, resse il 3° Comando Supremo di Cavalleria e fu Capo del Servizio Ippico e Veterinario del Ministero della Guerra; Generale di Divisione, comandò la Divisione Trieste e la 2^ Divisione Celere "Emanuele 
Filiberto Testa di Ferro", finché fu nominato 1° Aiutante di Campo del Principe di Piemonte.

Generale di Corpo d'Armata, tenne il comando del Corpo d'Armata di Firenze, dal quale passò a quello del VII, mobilitato per le operazioni di guerra alla frontiera occidentale.

Il 26 gennaio 1941 assunse il comando della Regia Guardia di Finanza che tenne fino al 12 marzo 1945. Il periodo del suo comando coincise con l'epoca più travagliata della storia d'Italia di questi ultimi anni, sicché soltanto un Comandante dotato di larghe risorse poteva adeguare l'azione della Guardia di Finanza alle penetranti influenze esercitate dalla situazione sul complesso organismo, di cui ogni settore fu oggetto delle sue cure e della sua opera sagace ed accorta.

Decorato di Medaglia di Bronzo al valor militare e della Medaglia Mauriziana per merito militare di dieci lustri, fu nominato Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia e dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro.