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Cenni storici

Istituito il 3 marzo 1965 è strutturato come segue:

  • Un organo direttivo, costituito presso il comando Generale della Guardia di Finanza;
  • Un organo tecnico, costituito dalla Scuola Alpina della Guardia di Finanza;
  • Organi esecutivi, costituiti dalle 26 Stazioni di Soccorso Alpino della Guardia di Finanza dipendenti:
    1. dalla Scuola Alpina per gli aspetti tecnico-operativi ed addestrativi;
    2. dal Comando di Corpo di appartenenza per i profili amministrativi ;
    3. dal primo Comando superiore retto da ufficiale per la disciplina e l’impiego.

Cenni storiciCiascuna Stazione S.A.G.F. ha una forza organica di 12 unità tra ispettori, sovrintendenti, appuntati e finanzieri. Fa eccezione la Stazione di  Predazzo-Passo Rolle, dipendente dalla Scuola Alpina la quale, fungendo da vera e propria Scuola Tecnica del personale S.A.G.F. - con corsi  di formazione e di aggiornamento che ha una forza organica di 25 unità.

Complessivamente nel servizio di Soccorso Alpino operano nr. 275 militari, costituiti da nr. 65 sottufficiali ( 37 ispettori e 28 sovrintendenti) e nr. 210 appuntati e finanzieri. Inoltre ogni Stazione è dotata, mediamente, di due unità cinofile per la ricerca in valanga, in superficie ed in macerie per un totale di nr. 46 unità cinofile operanti.

I compiti, stabiliti dalle Circolari del Comando Generale della Guardia di Finanza sono:

  • di soccorso in montagna: soccorso ad infortunati e persone in pericolo, recupero di salme e ricerca di dispersi in neve, ghiaccio, roccia e terreno vario, in collaborazione con altri organismi di soccorso alpino e con l’eventuale ausilio di mezzi aerei del Corpo e di altri enti; addestramento al soccorso; cooperazione con altri organismi di soccorso alpino, nell’esecuzione di esercitazioni periodiche coordinate e di interventi di ricerca e soccorso in montagna; rilevamento dati in collaborazione con altri organismi di soccorso alpino per lo studio e la prevenzione degli incidenti da valanga; soccorso su piste sciistiche; concorso eccezionale in interventi di ricerca persone, coordinati in operazioni di Polizia.
  • di protezione civile: soccorso organizzato e coordinato in caso di eventi calamitosi; esercitazioni coordinate dal servizio nazionale della Protezione Civile.
  • di tutela ambientale: perlustrazioni in zone montane per la vigilanza, prevenzione e repressione delle violazioni alla Legge nr. 349/86 e alla normativa vigente in materia di danni ambientali; Polizia Giudiziaria ambientale, venatoria e ittica.
  • militari: vigilanza e perlustrazione di zone impervie della frontiera terrestre; ricognizione dei cippi di confine.
  • di pubblica sicurezza e di Polizia Giudiziaria: perlustrazione di zone impervie del territorio per la vigilanza, prevenzione e repressione delle violazioni in materia di immigrazione clandestina e contrabbando.

La delicatezza dei compiti di soccorso e le responsabilità non lievi ad essi connesse richiedono che il personale S.A.G.F. si mantenga in costante efficienza con adeguati allenamenti e continuo addestramento.

A tale scopo sono previste esercitazioni mensili presso le singole Stazioni e corsi di aggiornamento a cura della Scuola Alpina comprendenti anche esercitazioni di salvataggio e studio delle valanghe.

Con decreto ministeriale 20 aprile 1993 del Ministero delle Finanze, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza ha ottenuto il formale riconoscimento normativo dei compiti assolti nel settore del soccorso in montagna. Tale provvedimento ha ribadito e delineato i compiti di protezione civile e tutela ambientale, già attribuiti al Corpo dalla Legge nr. 349/86 e dalla Legge nr. 225/92.

Il 12 giugno 1996 è stata firmata, tra il Comandante Generale della Guardia di Finanza ed i Rappresentanti del C.A.I. e del C.N.S.A.S., la Dichiarazione di Principio tra il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico del C.A.I. e il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.

Le due organizzazioni, tenuto conto del rispettivo patrimonio di competenze (il C.N.S.A.S. per la consolidata esperienza di soccorso medicalizzato e dell’attività in campo speleologico ed il S.A.G.F. per la comprovata professionalità sull’attività di soccorso tale anche sotto il profilo di Polizia Giudiziaria) hanno ritenuto opportuno sottoscrivere la Dichiarazione di Principio con lo scopo principale di promuovere e sviluppare una azione comune per massimalizzare l’efficacia degli interventi di soccorso e per affrontare in modo univoco tutte le problematiche attinenti al Soccorso in montagna.

Complessivamente dal 1° ottobre 1965 al 31 dicembre 2011 sono stati effettuati nr. 55.652 interventi, sono state soccorse nr. 57.848 persone e recuperate nr. 2.935 salme.

Presso le Stazioni operano nr. 46 unità cinofile addestrate sia per la ricerca in neve, in superficie e sia per la ricerca in macerie.

Le unità cinofile, dal 1° ottobre 1965 al 31 dicembre 2011, hanno preso parte a n. 3.027   azioni di soccorso contribuendo, talvolta in maniera determinante, al salvataggio di 522 persone ed al recupero di 280 salme.

Questa opera di solidarietà umana svolta, spesso, anche a rischio della propria incolumità fisica ed in condizioni ambientali avverse, ha riscosso e riscuote vasta eco e calorosi apprezzamenti da parte delle autorità pubbliche e dei privati cittadini, come testimoniano i seguenti riconoscimenti:

  • Il Presidente della Repubblica nel 1993 ha insignito la Bandiera del Corpo della Medaglia d’Oro al Valor Civile per l’attività svolta dal Soccorso Alpino della Guardia di Finanza;
  • l’Ordine del Cardo ha concesso nell’anno 1970 ai militari del Soccorso il premio di Solidarietà Alpina;
  • per i soccorsi svolti, una Medaglia d’Oro, una d’Argento e sei di Bronzo al Valor Civile, sono state concesse ai militari in forza alle Stazioni S.A.G.F. di Certosa, Predazzo-Passo Rolle, Alagna Valsesia, Cervinia e Limone Piemonte;
  • vari attestati di benemerenza ricevuti dallo Stato e da altri Enti Territoriali nelle seguenti occasioni: alluvioni del 1966 in Trentino, Veneto, Piemonte e Friuli; terremoto del 1980 in Irpinia; eruzione dell’Etna del 1983; sciagura di Stava del 1985; frana in Valtellina del 1987; alluvioni in Piemonte e in Alto Adige nel 1987; emergenza eruttiva dell’Etna del 1989; alluvioni e abbondati nevicate del 1990, con oltre 100 persone rimaste bloccate, nelle zone della Valsesia e della Valdossola; alluvione in Valsesia del 1993; inondazione del 1993 nella zona del Lago Maggiore e della strada statale del Sempione; alluvione del 1994 in Piemonte nelle zone del fiume Tanaro e Varallo Sesia; alluvione del 1995 in Sicilia nella zona di Catania; alluvione del 1996 in Calabria nella zona di Crotone; sciagura del Cermis 1998; terremoto in Abruzzo.

Video del Museo Storico della Guardia di Finanza

Foto della Scuola Alpina di Predazzo negli anni '30

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