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Barca a vela stracarica di migranti intercettata a largo delle coste calabresi

Vibo Valentia, 15 agosto 2013

Due barche a vela, cariche di migranti, nella stessa giornata, hanno interessato le coste meridionali della provincia di Reggio Calabria.

Dopo il primo sbarco della mattinata del 14 agosto sul litorale di Palizzi (RC), qualche ora più tardi, alle 19.00 circa, un aereo maltese del dispositivo dell’Agenzia Frontex di controllo delle frontiere marittime dell’Unione Europea, (gestito dal Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Taranto) ha intercettato e monitorato, nelle acque internazionali a circa 60 miglia dalle coste calabresi meridionali, un’altra barca a vela di 20 metri circa, con due alberi, con a bordo migranti, diretta verso le coste della locride.

Dal porto di Crotone è partito un guardacoste del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia ed un pattugliatore del Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Taranto mentre da Roccella Jonica interveniva una vedetta veloce delle fiamme gialle.

Alle ore 01.30 di ferragosto, nelle acque territoriali italiane, a 12 miglia nautiche davanti alle coste di Bianco (RC), la barca a vela, che navigava a motore, è stata fermata ed abbordata dai mezzi della Guardia di Finanza.

Le donne ed i bambini sono stati trasbordati a bordo delle unità del Corpo che hanno fornito, a tutti, la prima assistenza. Dalle prime stime si tratterebbe di 160 cittadini, parte di nazionalità siriana e parte afgani, di cui 36 donne, 29 bambini e numerosi minori, oltre agli altri adulti. Sarebbero partiti dalla Turchia ed avrebbero navigato per circa 4 giorni prima di giungere davanti alle coste italiane.

Le unità della Guardia di Finanza stanno rimorchiando il natante fermato e trasportando i cittadini extracomunitari nel porto di Reggio Calabria, dove dovrebbero giungere alle 13.00 circa di questa mattina.

Una volta a terra si procederà allo sbarco, con l’ausilio dei finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, alle cure dei migranti, tutti provati dalla lunga permanenza in mare, ed alle successive attività di identificazione da parte degli organi di polizia preposti.

I mezzi aerei e navali intervenuti, fanno parte dell’operazione “Aeneas” di contrasto dei flussi migratori diretti verso le coste ioniche calabresi e pugliesi.

Alla luce dei recenti frequenti sbarchi in Calabria ma anche nella parte orientale della Sicilia, è stata infatti intensificata in tale area, la vigilanza aeromarittima coordinata dalla Guardia di Finanza, nelle acque internazionali, per intercettare le imbarcazioni che trasportano migranti. Ciò, per evitare che tali natanti arrivino indisturbati ad incagliarsi sulla costa mettendo in pericolo l’incolumità delle persone presenti a bordo (soprattutto anziani, donne e bambini) ma anche al fine di catturare gli “scafisti” che, una volta arrivati a terra autonomamente, possono darsi alla fuga e restare impuniti.

Nella circostanza sono 2, tra i migranti, le persone fermate e sospettate di essere gli “scafisti” e sono in corso approfondite indagini, anche alla luce anche dei rilievi effettuati durante l’operazione a mare, per contrastare un fenomeno che mette continuamente in pericolo la vita di persone che, disperate, fuggono da Paesi in guerra e sono disposte a tutto pur di raggiungere luoghi più sicuri.

Il natante a vela, di pregio, sarà sottoposto a sequestro, quale mezzo utilizzato per favorire l’immigrazione irregolare.

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