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Vigilanza sulla spesa pubblica

Vigilanza sulla spesa pubblica

Spesa pubblica

La Guardia di Finanza ha il compito di prevenire e reprimere gli illeciti e le violazioni che minacciano l’integrità del bilancio dello Stato, delle Regioni, degli Enti locali e dell'Unione europea.

Non basta, infatti, garantire che ogni cittadino versi allo Stato le imposte dovute in relazione alla propria capacità contributiva, ma occorre anche assicurare che le risorse pubbliche derivanti dal prelievo fiscale vengano impiegate correttamente, sotto forma di sussidi, contributi e finanziamenti, a favore solo di coloro che ne abbiano effettivamente diritto.

In questo senso, l’azione del Corpo è finalizzata ad assicurare la corretta destinazione delle risorse stanziate ed evitare possibili sprechi, inefficienze o vere e proprie frodi a danno della collettività.

La Guardia di Finanza interviene in questo ambito operando lungo quattro direttrici principali:

  • il supporto all’Autorità Giudiziaria nelle indagini da questa coordinate in materia di corruzione, concussione, abuso d’ufficio, truffa ai danni dello Stato e turbata libertà degli incanti;
  • l’ausilio alla Corte dei conti per i profili di responsabilità amministrativo e contabile;
  • l’esercizio di controlli amministrativi d’iniziativa, attraverso il ricorso agli autonomi poteri riconosciuti al Corpo;
  • la collaborazione con le Autorità di settore investiti, a livello centrale e locale, di funzioni di controllo e vigilanza in materia di spesa pubblica (quali l’Autorità Nazionale Anticorruzione, Ragioneria Generale dello Stato e Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri).

II Corpo partecipa, inoltre, al Comitato per la Lotta contro le Frodi nei confronti dell’Unione europea (CO.L.A.F.) e, a livello europeo, al Comitato per il coordinamento nel settore della lotta contro le frodi (CO.CO.L.A.F.) della Commissione europea e al Gruppo Antifrode (G.A.F.) del Consiglio dell’Unione.

L’azione della Guardia di Finanza a tutela della spesa pubblica è rivolta al controllo sulla corretta gestione dei finanziamenti elargiti dall’Unione europea, con particolare riguardo ai consistenti contributi erogati da quest’ultima – e cofinanziati a livello nazionale e regionale – nell’ambito delle Politiche di Coesione, della Politica Comune della Pesca e della Politica Agricola Comune.

Sono oggetto di approfondimenti investigativi dei Reparti del Corpo gli interventi finanziati con:

  • il Fondo Europeo Sviluppo Regionale (F.E.S.R.), le cui risorse contribuiscono al potenziamento della coesione economica e sociale tra gli Stati membri e tra le aree regionali di questi ultimi, riducendo le disparità esistenti;
  • il Fondo Sociale Europeo (F.S.E.), che contribuisce al rafforzamento della crescita economica e al miglioramento delle opportunità occupazionali, della qualità e della produttività del lavoro;
  • il Fondo Europeo per gli affari marittimi e la pesca (F.E.A.M.P.) che sovvenziona tutte le azioni tese a garantire lo sviluppo sostenibile della pesca e dell’acquacoltura e a promuovere misure destinate alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente;
  • il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (F.E.A.S.R.) che finanzia le azioni tese all’accrescimento della competitività del settore agricolo e forestale, alla valorizzazione dell’ambiente e al miglioramento della qualità di vita nelle zone rurali;
  • il Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (F.E.A.GA.) che sovvenziona le misure di mercato avviate nell’ambito della politica agricola comune;

A tali strumenti finanziari si aggiungono, inoltre, le cc.dd. “Spese Dirette”, risorse erogate direttamente dalla Commissione europea, che sovvenzionano i progetti delle Organizzazioni non governative, le spese proprie delle Istituzioni dell’Unione europea e finanziano aiuti a Paesi terzi.

In tale contesto operativo rilevante importanza assume la collaborazione attivata dalla Guardia di Finanza con l’Ufficio per la Lotta Antifrode della Commissione europea (O.L.A.F.), con il quale è stata sottoscritta un’intesa protocollare da ultimo rinnovata nel mese di giugno 2012.

Sulla base del predetto accordo le due Istituzioni cooperano per la lotta contro le frodi, la corruzione e ogni altra attività illecita nel rispetto delle prerogative dei rispettivi mandati nonché alla prevenzione e repressione di gravi comportamenti irregolari di personale che, a qualsiasi titolo, svolge la propria attività in seno a Organi, Organismi e Istituzioni dell’Unione europea.

Anche in ambito nazionale sono attive numerose forme di partenariato con Autorità preposte all’erogazione e al controllo dei fondi di origine europea.

Per approfondimenti è possibile consultare:

In tale importante comparto della spesa pubblica, la Guardia di Finanza esegue controlli che mirano a:

  • reprimere le condotte di malversazione, indebita richiesta e/o percezione, truffa e truffa aggravata ai danni del bilancio dello Stato, delle Regione e degli altri Enti pubblici;
  • bloccare le erogazioni indebite e a recuperare le somme già percepite dai responsabili, attraverso l’applicazione delle misure di sequestro preventivo, anche per equivalente, finalizzate alla confisca.

Particolare importanza rivestono in tale contesto le forme di collaborazione inter-istituzionale con gli Enti responsabili dei flussi di spesa, soprattutto ai fini dell’ottenimento di informazioni complete e aggiornate sulla distribuzione dei contributi pubblici.

L’analisi di queste informazioni, in chiave di individuazione di profili di rischio di irregolarità, è operata dalla Componente speciale del Corpo e, in particolare, dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie, che ricorre a sofisticate tecniche di incrocio e correlazione informatica dei dati a disposizione.

La spesa previdenziale comprende l’ammontare di risorse destinate sia al pagamento delle pensioni che agli interventi di natura assistenziale.

L’attenzione operativa del Corpo nello specifico comparto è rivolta in particolare alla repressione delle condotte di indebita richiesta e/o percezione, truffa e truffa aggravata aventi ad oggetto risorse finanziarie messe a disposizione degli Enti previdenziali, tra cui, in particolare, le contribuzioni elargite nella forma di:

  • pensioni, assegni sociali, prestazioni a sostegno del reddito e riservate a persone in condizioni di invalidità;
  • indennità di disoccupazione in favore di manodopera bracciantile fittiziamente inquadrata in aziende agricole non realmente operanti o operanti solo in parte oppure corrisposte a soggetti in condizione di disoccupazione formale ma di fatto impiegati anche all’estero.

Le pratiche fraudolente che caratterizzano il settore truffe vengono per lo più messo in atto simulando, attraverso falsi contratti di affitto, la disponibilità di grandi estensioni di terreno coltivabile, tali da rendere verosimile l’assunzione sulla carta di consistenti aliquote di braccianti, successivamente posti in mobilità per ottenere le agevolazioni previste dall’Istituto di previdenza.

Un’ulteriore casistica di frode riguarda, poi, le agevolazione riservate a persone invalide. In questo ambito, gli illeciti riguardano sia la totale simulazione di stati di disagio fisico in realtà non sofferti, sia la percezione di indennità di accompagnamento non dovute, perché richieste, ad esempio, in periodi di ricovero ospedaliero dell’avente diritto.

Sulla base di un protocollo d’intesa stipulato in data 12 giugno 2014, la Guardia di Finanza e l’I.N.P.S. hanno sviluppato una collaborazione operativa al fine di potenziare le azioni di prevenzione, ricerca e repressione delle violazioni economico-finanziarie nel comparto della previdenza e dell’assistenza, anche attraverso un più serrato scambio informativo.

La Guardia di Finanza assicura un elevato livello di presenza ispettiva per il contrasto delle frodi nel settore della spesa sanitaria che, per ammontare di risorse impiegate, rappresenta una porzione rilevante della spesa pubblica nazionale.

Le attività svolte dai Reparti del Corpo in questo importante comparto mirano all’accertamento delle gravi forme di sperpero di denaro pubblico e sono finalizzate a limitare o ristorare i danni subiti dall’Erario, bloccando l’erogazione di provvidenze non dovute ovvero ricorrendo al loro recupero, mediante le misure cautelari e ablative accordate dall’Ordinamento.

Gli approfondimenti investigativi interessano in particolare:

  • le imprese operanti nei settori della sanità e dell’assistenza sociale, in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, per la repressione di fenomeni fraudolenti volti principalmente:
    • (1) alla predisposizione di certificati di ricoveri non effettuati o, se realmente operati, eseguiti per finalità non coperte da finanziamento pubblico;
    • (2) al frazionamento artificioso dei periodi di lungodegenza, per aggirare il limite massimo di durata del ricovero a carico dello Stato;
    • (3) alla percezione di rimborsi artificiosamente accresciuti in relazione a prestazioni rese in regime di convenzione;
  • medici operanti in regime intramoenia che, pur percependo indennità di esclusività, violano il divieto allo svolgimento di altre attività lavorative di natura professionale in relazione al vincolo di dipendenza con la Pubblica Amministrazione.

L’attività della Guardia di Finanza a tutela della spesa pubblica è rivolta anche al settore delle cosiddette “Prestazioni Sociali Agevolate”, concesse da Enti pubblici a persone con specifici profili reddituali per l’accesso agevolato o gratuito, ad esempio, agli asili nido e agli altri servizi per l’infanzia, alle mense scolastiche, ai “buoni libro” e alle borse di studio, ai servizi socio-sanitari domiciliari e ai servizi abitativi.

Rientrano in questo contesto anche le esenzioni dal pagamento del ticket sanitario in relazione alla fruizione di prestazioni sanitarie di varia natura erogate a cittadini in possesso dei previsti requisiti reddituali, o in relazione al tipo di patologia o allo stato di invalidità sofferti.

L'attività di controllo nei confronti dei soggetti destinatari delle menzionate agevolazioni mira, da un lato, a salvaguardare gli interessi finanziari degli Enti erogatori e, dall'altro, a perseguire obiettivi di "equità sociale", tutelando la corretta redistribuzione delle risorse pubbliche nei confronti di chi ne abbia effettivamente diritto e bisogno e reprimendo le condotte di indebita richiesta e/o percezione di sussidi e agevolazioni.

L’azione della Guardia di Finanza nei comparti in esame si muove lungo due direttrici:

  • a. la prima di natura collaborativa, che vede la cooperazione del Corpo con gli altri attori istituzionali a livello nazionale (I.N.P.S.), regionale, locale fino alle singole AA.SS.LL. e Università, attraverso la stipula di specifici protocolli d’intesa (allo stato oltre 630) finalizzati allo scambio di informazioni suscettibili di un approfondimento ispettivo in relazione ad ipotesi di violazioni di carattere sostanziale, ovvero connesse a fenomeni di rilevanza penale che travalicano le competenze degli organi amministrativi;
  • b. la seconda di carattere operativo, che si traduce, sostanzialmente, nel complesso di tutte le attività d’indagine svolte dal Corpo, d’iniziativa ovvero delegate dall’Autorità Giudiziaria.

Tra i settori della spesa pubblica che sono oggetto di particolare attenzione investigativa vi è quello degli appalti pubblici.

Le attività svolte in questo ambito hanno principalmente lo scopo di reprimere le condotte che turbano la regolarità delle procedure di affidamento e le fasi esecutive di contratti stipulati da stazioni appaltanti pubbliche, nonché le frodi e gli inadempimenti contrattuali che abbiano ad oggetto forniture pubbliche.

L’impegno dei Reparti del Corpo può tradursi nell’esecuzione di:

  • a. indagini di polizia giudiziaria per ipotesi di turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture e abuso d’ufficio;
  • b. interventi amministrativi d’iniziativa nei confronti di operatori economici contraenti della Pubblica Amministrazione, effettuati avvalendosi degli autonomi poteri di polizia economico-finanziaria e, su delega del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie, utilizzando i poteri valutari;
  • c. servizi svolti su richiesta delle Autorità indipendenti che agiscono nel settore della contrattualistica pubblica (per approfondimenti visita la sezione Collaborazione con l’Autorità Nazionale Anticorruzione).

La Guardia di Finanza è l’unica Forza di Polizia individuata dalle norme di settore, quale referente istituzionale per le attività richieste dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.AC.).

L’A.N.AC. può, infatti, avvalersi del Corpo:

  • a. per la verifica del rispetto delle norme sulla trasparenza e la prevenzione della corruzione e obblighi di pubblicità e trasparenza cui sono soggette tutte le Pubbliche Amministrazione;
  • b. per la vigilanza sulla correttezza delle procedure adottate in materia di appalti.

La Guardia di Finanza dispone, a livello centrale, di un Nucleo Anticorruzione, reparto specializzato nell’esecuzione delle attività delegate dall’Autorità Nazionale Anticorruzione e, sul territorio, di Sezioni Anticorruzione, istituite in tutti i Nuclei di Polizia Tributaria in sede di capoluogo di Regione.

La collaborazione, in argomento, è stata dettagliatamente disciplinata con la stipula di un apposito protocollo di intesa tra il Corpo e l’A.N.AC.

Tale dispositivo è, altresì, impegnato anche nel contesto degli approfondimenti in corso a seguito degli eventi sismici che hanno colpito le regioni dell’Italia centrale a partire dall’estate del 2016.

La collaborazione con la Corte dei conti rappresenta un’attività di centrale importanza nell’azione della Guardia di Finanza a tutela della spesa pubblica.

Il Corpo, come confermato dal recente codice della giustizia contabile, entrato in vigore nell’ottobre 2016, è il principale referente operativo della Corte dei conti, non solo nell’esercizio delle funzioni giurisdizionali, ma anche per ciò che riguarda la sfera del controllo.

Gli accertamenti svolti hanno principalmente lo scopo di:

  • a. accertare i profili di responsabilità amministrativa per danni erariali di dirigenti, funzionari e dipendenti pubblici, nonché di privati in relazione ad ipotesi di irregolare gestione, impiego e percezione di risorse finanziarie di natura pubblica, anche in vista dell’applicazione delle misure di sequestro conservativo a ristoro dell’erario;
  • b. fornire supporto alla Sezioni Centrali e Regionali di controllo della Corte dei conti nello sviluppo di approfondimenti relativi alla gestione contabile e amministrativa delle pubbliche amministrazioni. In questo specifico settore le attività operative prevedono:
  • c. l’esecuzione di indagini delegate dalle Procure Generali e Regionali della Corte dei conti;
  • d. l’inoltro di segnalazioni d’iniziativa in materia di danni erariali derivanti dallo sviluppo di risultanze in possesso dei Reparti, attraverso il diretto interessamento delle competenti Procure;
  • e. lo sviluppo degli approfondimenti a richiesta delle Sezioni Centrali e Regionali di Controllo.

La collaborazione è stata dettagliatamente disciplinata con la stipula di un apposito protocollo di intesa tra il Corpo e la Magistratura Contabile.

Il Corpo interviene in questo ambito operando lungo tre direttrici principali:

  • a. il supporto all’Autorità Giudiziaria nelle indagini di polizia giudiziaria;
  • b. l’esercizio delle autonome prerogative di controllo amministrativo;
  • c. la collaborazione con l’Autorità Nazionale Anticorruzione.

I Reparti assicurano una costante e qualificata collaborazione alla magistratura, sviluppando complesse inchieste, anche di carattere transnazionale, che hanno ad oggetto l’accertamento delle tipiche condotte illecite di settore, ivi comprese quelle che riguardano le irregolarità nella gestione degli appalti pubblici.

Le indagini hanno lo scopo di prevenire e reprimere le condotte di peculato, corruzione, concussione, abuso d’ufficio commesse da pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio e privati, nonché di procedere al sequestro, anche per equivalente, finalizzato alla successiva confisca, di ciò che costituisce prezzo o profitto dei predetti illeciti penali.

L’impegno si traduce nell’esecuzione di:

  • d. indagini di polizia giudiziaria;
  • e. attività amministrative a richiesta dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione;
  • f. dell’Ispettorato per la Funzione Pubblica per accertare l’osservanza delle disposizioni in materia di lavoro a tempo parziale, incompatibilità e cumulo d’impieghi dei dipendenti statali.