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Antiriciclaggio

Antiterrorismo

L’attività della Guardia di Finanza diretta a prevenire e contrastare il riciclaggio e il reimpiego di denaro di origine illecita rappresenta una proiezione operativa della più ampia missione istituzionale di polizia economico-finanziaria sancita dal Decreto Legislativo n. 68 del 2001.

L’impegno del Corpo su questo fronte persegue lo scopo di intercettare i flussi finanziari generati da comportamenti illeciti suscettibili di inquinare il tessuto economico legale e di falsare le condizioni di libera concorrenza sul mercato.

Sotto questo profilo, gli interventi svolti dai Reparti del Corpo si sostanziano, sul piano repressivo, nello sviluppo di indagini di polizia giudiziaria, mentre, in un’ottica di prevenzione, fondamentale è l’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette inoltrate dagli intermediari finanziari, dai professionisti giuridico-contabili e da altri operatori (mediatori creditizi, concessionari di gioco, società trasporti valori ecc.) cui si aggiungono i controlli sulle movimentazioni transfrontaliere di valuta.

Molto importanti, poi, sono anche le attività ispettive eseguite nei confronti dell’ampia platea di soggetti destinatari della normativa antiriciclaggio, al fine di verificare il corretto adempimento dei relativi obblighi (adeguata verifica della clientela, conservazione dei dati e segnalazione delle operazioni sospette) e prevenire l’utilizzo del sistema finanziario per scopi illeciti.

L’obiettivo di fondo è seguire le tracce finanziarie dei reati che generano disponibilità economiche per poi promuovere le conseguenti iniziative volte al sequestro dei patrimoni accumulati illegalmente.

Il comparto operativo in esame, a seguito del recepimento nell’ordinamento interno della “IV Direttiva antiriciclaggio”, avvenuto con i Decreti legislativi 25 maggio 2017, n. 90 e n. 92, è stato profondamente rinnovato prevedendo tra l’altro una disciplina speciale per il settore dei cosiddetti “compro oro”.

Il citato D.Lgs. n. 90/2017, nel preservare le peculiarità del sistema nazionale di prevenzione, collaudato e strutturato secondo un modello tripartito, nel quale all’U.I.F. con funzioni esclusivamente di analisi finanziaria sono affiancati due organismi investigativi, il Nucleo Speciale Polizia Valutaria e la D.I.A. titolari già sul piano amministrativo di speciali potestà di approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette, ha introdotto l’importante innovazione rappresentata dal rafforzamento del ruolo e delle funzioni rivestiti dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ora destinataria di tempestivi elementi di conoscenza volti a far confluire nei procedimenti penali in corso le segnalazioni di operazioni sospette che presentano ricorrenze soggettive.

Altro aspetto di centrale rilevanza connesso al recepimento della “IV Direttiva antiriciclaggio” concerne l’attribuzione, in via esclusiva, alla Guardia di Finanza della responsabilità di controllare il rispetto degli obblighi di settore specificamente dettati per:

  • gli agenti che effettuano servizi di pagamento (c.d. “money transfer”) per conto di intermediari comunitari, ora rinominati “soggetti convenzionati”;
  • i distributori e gli esercenti per il tramite dei quali il concessionario offre servizi di gioco;
  • le attività di “compro oro”.

Si tratta, a fattor comune, di operatori che non rientrano tecnicamente tra i soggetti obbligati al rispetto della disciplina antiriciclaggio, in quanto non ricompresi nell’elencazione di cui all’art. 3 del D.Lgs. n. 231/2007, ma per i quali viene dettata una specifica disciplina integrativa di quella di carattere generale.

Tale regolamentazione prevede, in particolare, che la Guardia di Finanza esercita il controllo sull’osservanza di tali disposizioni con i poteri di polizia economico - finanziaria di cui all’art. 2 del D.Lgs. 19 marzo 2001, n. 68.