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Fatture false per 600 milioni di euro

Comando Provinciale Milano - 20 aprile 2012 - ore 16:00

Sono finite in carcere 13 persone con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata all'emissione e/o utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, frode fiscale, riciclaggio e reimpiego delle risorse finanziarie illecitamente acquisite e intestazione fittizia di beni.

I provvedimenti restrittivi, emessi dal G.I.P. del Tribunale di Milano, sono arrivati al culmine di un'articolata indagine condotta da oltre un anno dalla Tenenza di Gorgonzola, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano.

Le attività investigative hanno portato alla luce un'organizzazione criminale fortemente ramificata nel settore del commercio di materiale ferroso che, attraverso la creazione di società c.d. "cartiere" (soggetti economici privi di una vera e propria struttura imprenditoriale, rappresentate da meri prestanome) ovvero, avvalendosi di società parzialmente operative localizzate in diverse regioni d'Italia, hanno fornito, nel tempo, fatture per operazioni inesistenti a numerose società/ditte cessionarie compiacenti, operanti nello stesso settore e aventi la sede prevalentemente nel nord Italia, al solo fine di abbatterne i cospicui costi.

L'articolato sistema di frode ha permesso l'evasione delle imposte dirette, mediante l'emissione e l'utilizzo di false fatture, per un importo complessivo superiore ai 200 milioni di euro. In particolare, grazie alle investigazioni è stato possibile scoprire che il giro di fatture false ha generato un flusso di risorse finanziarie illecitamente costituite, di pari entità, confluito sui conti correnti delle società e dei soggetti coinvolti e in parte reinvestito in società immobiliari, attività commerciali e immobili, intestati fittizziamente a prestanome.

Sono state eseguite numerose perquisizioni e sequestri in tutta Italia di immobili, quote societarie, conti correnti bancari e postali, libretti di deposito e polizze vita per un valore di diversi milioni di euro. Al momento sono state individuate 18 persone facenti parte a vario titolo dell'associazione a delinquere.

I finanzieri della compagnia di Magenta hanno eseguito sequetri preventivi per oltre 1 milione di euro ed effettuato numerose verifiche contestando circa 400 milioni di euro di false fatture in relazione ad una frode fiscale di enormi dimensioni nel settore del commercio dei rottami metallici.

Il meccanismo fraudolento, attraverso l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, emesse grazie alla creazione di societa' "cartiere", ha consentito ai membri di un'associazione per delinquere, nel giro di pochi anni, di abbattere l'imponibile, con un notevole risparmio di imposta: nell'aprile scorso erano, infatti, finite in manette 19 persone e altre 26 erano state denunciate a piede libero.

Le accuse mosse dalla Procura di Milano, a vario titolo, sono per i reati di associazione per delinquere, frode fiscale, emissione ed utilizzo di fatture false e riciclaggio di denaro.

I sequestri preventivi hanno colpito le societa' utilizzatrici delle fatture false: i provvedimenti cautelari, in particolare, hanno riguardato un'autovettura di lusso (ferrari 360 cabrio), un casale con piscina e terreni in Casale Monferrato (AL) ed altre 2 unita' immobiliari nel milanese.

Le indagini hanno preso il via a seguito della scoperta di una societa' di Castano Primo (MI) la quale, a fronte di un volume d'affari elevato, presentava una operativita' praticamente inconsistente. Sono cosi' partiti gli approfondimenti sui soci (pregiudicati) che conducevano un tenore di vita elevatissimo: case lussuose, auto di grossa cilindrata, vacanze costose hanno fatto scoprire quale fosse la loro reale attivita'.

Eessi, infatti, gestivano societa' di comodo allo scopo di emettere fatture false ai loro clienti per attestare e giustificare contabilmente acquisti e trasporti di rottami effettuati in nero.

Ovviamente, anche le fatture false avevano un prezzo: per ogni documento i gestori delle cartiere trattenevano, quale compenso, una percentuale del 4% sugli importi bonificati dai clienti a saldo degli acquisti "fittizi" e che successivamente riconsegnavano nelle mani degli stessi imprenditori da cui erano partiti.

A loro volta gli imprenditori, rientrati in possesso del denaro, lo utilizzavano per acquistare nuovo rottame in nero, a prezzi vantaggiosi, per poi rivenderlo alle fonderie con regolare fattura a prezzi di mercato, curandosi di far "quadrare" la contabilita', attraverso la sovraffatturazione degli acquisti in nero, in modo da ottenere un margine minimo di guadagno sul quale poi, "finalmente", pagare le tasse.

Gli approfondimenti di polizia economico-finanziaria hanno permesso di individuare l'ingegnoso meccanismo fraudolento creato per abbattere l'imponibile delle societa', permettendo cosi' un indebito risparmio d'imposta.

Le due operazioni si sono concluse, oltre che con gli arresti sopra menzionati, anche con i sequestri di beni di lusso, quali orologi di pregio, ferrari, nonche' immobili, quote societarie, conti correnti con saldi attivi per milioni di euro e lingotti d'argento dettagliatamente indicati nell'allegato.

 


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