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Tutela del patrimonio artistico ed archeologico

Il cittadino in possesso di beni di valore artistico od archeologico deve adempiere ad una serie di obblighi.

Infatti è bene osservare le seguenti prescrizioni:

  1. in caso di acquisto è necessario chiedere il certificato di autenticità e provenienza del bene all'antiquario;
  2. comunicare, in caso di ritrovamento fortuito, la scoperta (entro le 24 ore successive) ad una delle seguenti autorità:

    a) alla Soprintendenza competente per territorio;
    b) al Sindaco del Comune ove ha avuto luogo la scoperta;
    c) alla locale Autorità di Pubblica Sicurezza.

    Le citate autorità valuteranno se intervenire e, in caso positivo, prima del loro arrivo, gli oggetti non dovranno essere rimossi, salvo che sussista il pericolo di furto o deterioramento per altri motivi. In tal caso sarà utile fotografarli nel luogo di ritrovamento e custodirli obbligatoriamente (ovviamente nei limiti del possibile). Le eventuali spese per la custodia e la rimozione sono a carico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
    Lo scopritore ha diritto a un premio consistente alternativamente nel rilascio di parte delle cose ritrovate, in una somma di denaro o in un credito da detrarre sul totale delle imposte che annualmente il soggetto corrisponde all'Erario. Lo scopritore che si sia introdotto o abbia ricercato in un fondo altrui senza il consenso del proprietario o del possessore, oltre ad incorrere nelle previste sanzioni penali, non ha diritto al citato premio;
  3. comunicare, ad una delle Autorità sopra indicate, l'acquisizione del bene, se avvenuta a titolo diverso da quello d'acquisto (successione ereditaria, legato, gratuito, o per qualsiasi altro motivo);
  4. per l'esportazione del bene, consentita solo in via temporanea, è necessario ottenere l'autorizzazione da uno degli uffici competenti della Soprintendenza, che potrà rilasciarla o negarla con motivato giudizio;
  5. i beni possono essere introdotti in Italia permanentemente solo dopo aver ottenuto un certificato da uno degli uffici competenti della Soprintendenza, sulla base di una documentazione idonea ad identificare il bene ed a comprovarne la relativa provenienza. Qualora invece si volesse introdurre il bene solo per un determinato periodo di tempo (per esposizioni in fiere, mostre, etc.) dovrà richiedersi al predetto ufficio il certificato per l'importazione temporanea;
  6. il trasferimento del bene da un luogo all’altro del territorio dello Stato è consentito a meno che non vi siano particolari e specifici limiti imposti allo stesso dalla Soprintendenza;
  7. è bene, infine, che i possessori di opere d'arte conservino una o più fotografie dell'opera che in caso di furto o smarrimento saranno consegnate alle autorità per essere inserire nell'archivio delle "opere da ricercare" del Ministero per i Beni Culturali.

    Nucleo di Polizia Tributaria di Roma - Gruppo "Tutela Patrimonio Archeologico"
    Via Raffaele Costi, 77/89 00155 Roma 
    - Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004) 
    - Elenco delle Soprintendenze 
    - Elenco Uffici Esportazione delle Soprintendenze 
    - Modulistica

    La Guardia di Finanza, attraverso il Gruppo "Tutela Patrimonio Archeologico" del Nucleo Polizia Tributaria di Roma, svolge un'attività diretta a contrastare il traffico illecito di reperti archeologici e di opere d'arte, a sorvegliare il "mercato antiquario", accertando l’eventuale compravendita di "pezzi" cui sarebbe vietato il commercio.

    Le ricerche archeologiche, di esclusiva competenza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sono effettuate dalle Soprintendenze Archeologiche competenti per territorio. Il citato Dicastero può comunque rilasciare apposita concessione a soggetti pubblici e privati. Lo scavo archeologico clandestino è sanzionato penalmente.

    I beni che compongono siffatto patrimonio sono soggetti ad un regime differenziato rispetto agli altri beni mobili ed immobili.